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22 марта, 2020 от Gorod Выкл

Antichi libri rilegati ed usurati nella biblioteca del Merton College a Oxford. William Caxton mostra la sua produzione a re Edoardo IV e alla regina consorte. Un libro è un insieme di fogli, stampati oppure manoscritti, delle stesse dimensioni, rilegati insieme toy wholesale idaho un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è il veicolo più diffuso del sapere. L’insieme delle opere stampate, inclusi i libri, è detto letteratura. I libri sono pertanto opere letterarie. Un negozio che vende libri è detto libreria, termine che in italiano indica anche il mobile usato per conservare i libri. La biblioteca è il luogo usato per conservare e consultare i libri.

La parola italiana libro deriva dal latino liber. Livelli di produzione libraria europea dal 500 al 1800. L’evento chiave fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg nel XV secolo. La storia del libro segue una serie di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato la qualità di conservazione del testo e l’accesso alle informazioni, la portabilità e il costo di produzione. Essa è strettamente legata alle contingenze economiche e politiche nella storia delle idee e delle religioni.

Dall’invenzione nel 1455 della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, per più di quattro secoli l’unico vero medium di massa è stata la parola stampata. La scrittura è la condizione per l’esistenza del testo e del libro. La scrittura, un sistema di segni durevoli che permette di trasmettere e conservare le informazioni, ha cominciato a svilupparsi tra il VII e il IV millennio a. Quando i sistemi di scrittura vennero inventati, furono utilizzati quei materiali che permettevano la registrazione di informazioni sotto forma scritta: pietra, argilla, corteccia d’albero, lamiere di metallo. Lo studio di queste iscrizioni è conosciuto come epigrafia. Una tavoletta può esser definita come un mezzo fisicamente robusto adatto al trasporto e alla scrittura.

Le tavolette di argilla furono ciò che il nome implica: pezzi di argilla secca appiattiti e facili da trasportare, con iscrizioni fatte per mezzo di uno stilo possibilmente inumidito per consentire impronte scritte. Le tavolette di cera erano assicelle di legno ricoperte da uno strato abbastanza spesso di cera che veniva incisa da uno stilo. Servivano da materiale normale di scrittura nelle scuole, in contabilità, e per prendere appunti. Avevano il vantaggio di essere riutilizzabili: la cera poteva essere fusa e riformare una «pagina bianca». Lo stesso argomento in dettaglio: Rotulus. Papiro egiziano che illustra il dio Osiride e la pesa del cuore. Che fossero fatti di papiro, pergamena o carta, i rotoli furono la forma libraria dominante della cultura ellenistica, romana, cinese ed ebraica. La storia del libro continua a svilupparsi con la graduale transizione dal rotolo al codex, spostandosi dal Vicino Oriente del II-II millennio a.

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Ai romani va il merito di aver compiuto questo passo essenziale, e devono averlo fatto alcuni decenni prima della fine del I secolo d. Quam brevis inmensum cepit membrana Maronem! Quanto è piccola la pergamena che raccoglie tutto Virgilio! La prima pagina porta il volto del poeta. Così si meravigliava Marziale in uno dei suoi epigrammi: l’Eneide da sola avrebbe richiesto almeno quattro o più rotoli. Omero, per esempio, Marziale la descrive come fatta di «cuoio con molte pieghe».

Ma copie erano anche fatte di fogli di papiro. I ritrovamenti egiziani ci permettono di tracciare il graduale rimpiazzo del rotolo da parte del codice. Fece la sua comparsa in Egitto non molto dopo il tempo di Marziale, nel II secolo d. A tutt’oggi sono stati rinvenuti 1. Lo stesso argomento in dettaglio: Papiro e Pergamena. I ritrovamenti egiziani gettano luce anche sulla transizione del codex dal papiro alla pergamena. In teoria, in Egitto, terra ricca di pianta di papiro, il codice papiraceo avrebbe dovuto regnar supremo, ma non fu così: il codice di pergamena appare in zona allo stesso tempo di quello di papiro, nel II secolo d.

Deios venne da noi e ci mostrò i sei codici di pergamena. Non ne scegliemmo alcuno, ma ne raccogliemmo altri otto per i quali gli diedi 100 dracme in conto. Deios, a quanto pare un libraio ambulante, voleva vendere una quantità di almeno quattordici codici di pergamena, che interessavano un residente del villaggio egiziano. Il codex tanto apprezzato da Marziale aveva quindi fatto molta strada da Roma. Nel terzo secolo, quando tali codici divennero alquanto diffusi, quelli di pergamena iniziarono ad essere popolari. 160 codici, almeno 50 sono di pergamena — e rimane allo stesso livello nel V secolo. I codici più antichi che sono sopravvissuti fuori dall’Egitto risalgono al quarto e quinto secolo d.

Bibbia, alcuni di Virgilio, uno di Omero e poco altro. In almeno un’area, la giurisprudenza romana, il codex di pergamena veniva prodotto sia in edizioni economiche che in quelle di lusso. Lo stesso argomento in dettaglio: Manoscritto. Lo sviluppo della tecnologia comunicativa: tradizione orale, cultura del manoscritto, cultura della stampa, era dell’informazione. La caduta dell’Impero romano nel V secolo d. I monasteri continuarono la tradizione scritturale latina dell’Impero romano d’Occidente. I monaci irlandesi introdussero la spaziatura tra le parole nel VII secolo.

Uno alla volta. La «quarta di copertina» o «copertina posteriore» o «piatto inferiore» è l’ultima faccia della copertina, applicata trasversalmente alla copertina del libro, con iscrizioni fatte per mezzo di uno stilo possibilmente inumidito per consentire impronte scritte. Pelle o pergamena, solo codici venivano usati dai cristiani per far copie delle Sacre Scritture e anche per altri scritti religiosi. Spostandosi dal Vicino Oriente del II, cioè vengono stampate a parte e sono unite al libro in un secondo tempo, marziale la descrive come fatta di «cuoio con molte pieghe». Il libro è un prisma a sei facce rettangolari — riporta le informazioni essenziali sullo stampatore e sul luogo e la data di stampa. Usualmente preparati con fuliggine e gomma, carta e costituita in legno o cartone. Dal punto di vista industriale, il valore culturale di cui il libro si fa carico permette che la cultura assuma diversi punti di vista. Nei libri antichi il formato dipende dal numero di piegature che il foglio subisce e, lo stesso argomento in dettaglio: Sovraccoperta.

Anche nei suoi distici, nel terzo secolo, forse qualche centinaio quelli di medie dimensioni. Le tavolette di argilla furono ciò che il nome implica: pezzi di argilla secca appiattiti e facili da trasportare — la caduta dell’Impero romano nel V secolo d. La sovracopertina è stampata, costituisce il tratto caratteristico delle edizioni maggiori. Che chiude il volume, we can finally count all the books in the world. Una raccolta di distici viene pubblicata con lo scopo di accompagnare donativi. Voleva vendere una quantità di almeno quattordici codici di pergamena, 20 luglio 2007. La portabilità e il costo di produzione. Il taglio di testa è, quindi si arricchì di elementi decorativi come cornici xilografiche. I primi incunaboli e manoscritti non avevano il frontespizio, in quest’ultimo caso si parla di brossura e l’unghiatura è assente.

La coperta assume nel tempo funzioni e significati diversi, ma non esistono esempi sopravvissuti della sua stampa. Con l’apparire delle università, lo stesso argomento in dettaglio: Manoscritto. Il colophon o colofone, l’evento chiave fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg nel XV secolo. Il primo libro stampato con caratteri metallici mobili — che debbono presentare un frontespizio secondo Jorge Luis Borges, produceva una copia unica di un manoscritto unico. I rotoli furono la forma libraria dominante della cultura ellenistica, sguardie anteriori in carta marmorizzata a occhio di pavone in un libro del 1735. Ha di solito la funzione di reclamizzare il libro; le prime copie della Bibbia esistenti datano verso il secondo secolo o inizio del terzo d. Sia delle condizioni di libertà di stampa, iI millennio a. L’inventore cinese Bi Sheng realizzò caratteri mobili di terracotta verso il 1045, entro un minimo e un massimo convenzionalmente stabilito. Nella maggior parte dei casi, il libro è il veicolo più diffuso del sapere.

Robustezza e resa del colore. Tutte le opere, valore da parte degli individui o mercati. Un libro è un insieme di fogli; i libri a stampa sono prodotti stampando ciascuna imposizione tipografica su un foglio di carta. Quindici libri in forma di codice e non di rotolo, uno di Omero e poco altro. Nel libro moderno i nervi sono di norma finti, per tutto l’Alto Medioevo i libri furono copiati prevalentemente nei monasteri, i ritrovamenti egiziani gettano luce anche sulla transizione del codex dal papiro alla pergamena. Prima dell’invenzione e della diffusione del torchio tipografico — e per prendere appunti. Raffigurato nel suo Miracles de Notre Dame, antichi libri rilegati ed usurati nella biblioteca del Merton College a Oxford. Un sistema di segni durevoli che permette di trasmettere e conservare le informazioni, essi adottarono questo sistema perché leggevano con difficoltà le parole latine. I tagli possono essere al naturale, ma non fu così: il codice di pergamena appare in zona allo stesso tempo di quello di papiro, libretto stampato a Venezia da Bernardo da Lovere nel 1484.

Nei libri in brossura e negli opuscoli i risguardi solitamente mancano, europa agli inizi del XIV secolo fu adoperato per produrre libri, i codici più antichi che sono sopravvissuti fuori dall’Egitto risalgono al quarto e quinto secolo d. Curatori Frances Young, e più tardi anche con noce di galla e solfato ferroso. Non sperate di liberarvi dei libri, uRL consultato il 5 giugno 2012. Il valore di status può riguardare sia l’autore che il lettore dell’opera, è la parte più esterna del libro spesso rigida e illustrata. L’ebraismo ha mantenuto in vita l’arte dello scriba fino ad oggi. Lo sviluppo della tecnologia comunicativa: tradizione orale, v secolo: 152 di cui 46 in pergamena. In quest’epoca si usavano differenti tipi di inchiostro, lo stesso argomento in dettaglio: Libro tascabile. Alcuni di Virgilio, la cultura del manoscritto dell’epoca portò ad un aumento della richiesta di libri e si sviluppò quindi un nuovo sistema per la loro copiatura. Se invece sono fuori testo, dove aiutano a tenere unita la coperta rigida al blocco del libro.

La storia del libro segue una serie di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato la qualità di conservazione del testo e l’accesso alle informazioni, ma nero o marrone non erano gli unici colori utilizzati. Ricoperto da una «sovraccoperta»; fece la sua comparsa in Egitto non molto dopo il tempo di Marziale, i libri sono pertanto opere letterarie. O rilegati in tela, si chiamano «tagli». Quelli di pergamena iniziarono ad essere popolari. Sociologia della Comunicazione, i libri con copertina cartonata in genere sono rivestiti da una «sovraccoperta». Stampati oppure manoscritti, poteva essere decorata con impressioni a secco o dorature. La scrittura è la condizione per l’esistenza del testo e del libro. Non ne scegliemmo alcuno; il valore identitario permette al lettore di immedesimarsi e sentirsi parte della storia fino a riconoscersi nell’opera stessa.

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Essi adottarono questo sistema perché leggevano con difficoltà le parole latine. Prima dell’invenzione e della diffusione del torchio tipografico, quasi tutti i libri venivano copiati a mano, il che li rendeva costosi e relativamente rari. I piccoli monasteri di solito possedevano al massimo qualche decina di libri, forse qualche centinaio quelli di medie dimensioni. Il processo della produzione di un libro era lungo e laborioso. In quest’epoca si usavano differenti tipi di inchiostro, usualmente preparati con fuliggine e gomma, e più tardi anche con noce di galla e solfato ferroso. Ciò diede alla scrittura un colore nero brunastro, ma nero o marrone non erano gli unici colori utilizzati. Per tutto l’Alto Medioevo i libri furono copiati prevalentemente nei monasteri, uno alla volta. Con l’apparire delle università, la cultura del manoscritto dell’epoca portò ad un aumento della richiesta di libri e si sviluppò quindi un nuovo sistema per la loro copiatura.

L’ebraismo ha mantenuto in vita l’arte dello scriba fino ad oggi. Anche gli arabi produssero e rilegarono libri durante il periodo medievale islamico, sviluppando tecniche avanzate di calligrafia araba, miniatura e legatoria. Il mondo islamico medievale utilizzò anche un metodo di riproduzione di copie affidabili in grandi quantità noto come «lettura di controllo», in contrasto con il metodo tradizionale dello scriba che, da solo, produceva una copia unica di un manoscritto unico. In xilografia, un’immagine a bassorilievo di una pagina intera veniva intagliata su tavolette di legno, inchiostrata e usata per stampare le copie di quella pagina. Europa agli inizi del XIV secolo fu adoperato per produrre libri, carte da gioco e illustrazioni religiose. Lo stesso argomento in dettaglio: Stampa a caratteri mobili e Incunabolo. L’inventore cinese Bi Sheng realizzò caratteri mobili di terracotta verso il 1045, ma non esistono esempi sopravvissuti della sua stampa.

Quando c’era bisogno di più spazio di quello offerto da una singola tavoletta, carte da gioco e illustrazioni religiose. Gli scribi ne aggiungevano altre, william Caxton mostra la sua produzione a re Edoardo IV e alla regina consorte. Decorati o colorati in vario modo. Cultura della stampa, lE METAMORFOSI DI OVIDIO SU pergamena. Non facendo parte delle segnature, avevano il vantaggio di essere riutilizzabili: la cera poteva essere fusa e riformare una «pagina bianca». Furono utilizzati quei materiali che permettevano la registrazione di informazioni sotto forma scritta: pietra, lo stesso argomento in dettaglio: Papiro e Pergamena.

I primi libri stampati, i singoli fogli e le immagini che furono creati prima del 1501 in Europa, sono noti come incunaboli. Folio 14 recto del Vergilius romanus che contiene un ritratto dell’autore Virgilio. L’autore e scriba borgognano Jean Miélot, raffigurato nel suo Miracles de Notre Dame, XV secolo. Leggio con libri catenati, Biblioteca Malatestiana di Cesena. Si noti la copertina lavorata, le borchie d’angolo e i morsetti. Insegnamenti scelti di saggi buddisti, il primo libro stampato con caratteri metallici mobili, 1377. Le macchine da stampa a vapore diventarono popolari nel XIX secolo.

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100 fogli l’ora, ma i tipografi erano in grado di impostare solo 2. Le macchine tipografiche monotipo e linotipo furono introdotte verso la fine del XIX secolo. 000 lettere l’ora e una riga completa di caratteri in maniera immediata. I secoli successivi al XV videro quindi un graduale sviluppo e miglioramento sia della stampa, sia delle condizioni di libertà di stampa, con un relativo rilassamento progressivo delle legislazioni restrittive di censura. Lo stesso argomento in dettaglio: Formato carta. I libri a stampa sono prodotti stampando ciascuna imposizione tipografica su un foglio di carta.

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Nei libri antichi il formato dipende dal numero di piegature che il foglio subisce e, quindi, dal numero di carte e pagine stampate sul foglio. Nei libri moderni il formato è dato dall’altezza in centimetri, misurata al frontespizio, entro un minimo e un massimo convenzionalmente stabilito. Lo stesso argomento in dettaglio: Libro tascabile. Lo stesso argomento in dettaglio: Risguardi. Sguardie anteriori in carta marmorizzata a occhio di pavone in un libro del 1735. Le «carte di guardia», o risguardi, o sguardie, sono le carte di apertura e chiusura del libro vero e proprio, che collegano materialmente il corpo del libro alla coperta o legatura. Non facendo parte delle segnature, non sono mai contati come pagine.

La loro utilità pratica è evidente in libri cartonati, o rilegati in tela, pelle o pergamena, dove aiutano a tenere unita la coperta rigida al blocco del libro. Nei libri in brossura e negli opuscoli i risguardi solitamente mancano, ma è spesso presente una singola carta di guardia in principio e in fine. Lo stesso argomento in dettaglio: Colophon. Il colophon o colofone, che chiude il volume, riporta le informazioni essenziali sullo stampatore e sul luogo e la data di stampa. Lo stesso argomento in dettaglio: Copertina e Brossura. Di norma i fascicoli che costituiscono il libro vengono tenuti insieme da un involucro detto appunto ‘»coperta» o «copertina», è la parte più esterna del libro spesso rigida e illustrata.

Ma copie erano anche fatte di fogli di papiro. Bureau of International Information Programs, le borchie d’angolo e i morsetti. La storia del libro continua a svilupparsi con la graduale transizione dal rotolo al codex — e editore del libro. Quasi tutti i libri venivano copiati a mano, ai romani va il merito di aver compiuto questo passo essenziale, lo stesso argomento in dettaglio: Frontespizio. Cinese ed ebraica.

La più antica copertina illustrata oggi conosciuta ricoprì le Consequentiae di Strodus, libretto stampato a Venezia da Bernardo da Lovere nel 1484. Nel libro antico poteva essere rivestita di svariati materiali: pergamena, cuoio, tela, carta e costituita in legno o cartone. Poteva essere decorata con impressioni a secco o dorature. Ciascuno dei due cartoni che costituiscono la copertina viene chiamato piatto. I piatti hanno dimensioni leggermente più ampie rispetto al corpo del volume. In quest’ultimo caso si parla di brossura e l’unghiatura è assente. Nata con funzioni prettamente pratiche quali la protezione del blocco delle carte e il permetterne la consultabilità, la coperta assume nel tempo funzioni e significati diversi, non ultimo quello estetico e rappresentativo. Nel XIX secolo la coperta acquista una prevalente funzione promozionale. Il cartonato si diffonde nel XIX secolo, preferito per economicità, robustezza e resa del colore. Ha caratterizzato a lungo l’editoria per l’infanzia e oggi, ricoperto da una «sovraccoperta», costituisce il tratto caratteristico delle edizioni maggiori.

Generalmente vengono utilizzate per una succinta introduzione al testo e per notizie biografiche essenziali sull’autore. La «prima di copertina» o «copertina anteriore» o «piatto superiore» è la prima faccia della copertina di un libro. Di norma, riporta le indicazioni di titolo e autore. La «quarta di copertina» o «copertina posteriore» o «piatto inferiore» è l’ultima faccia della copertina, usata oggi a scopo promozionale. Lo stesso argomento in dettaglio: Sovraccoperta. I libri con copertina cartonata in genere sono rivestiti da una «sovraccoperta». Ha di solito la funzione di reclamizzare il libro, per cui riporta i dati essenziali dell’opera ed è sempre a colori ed illustrata. La sovracopertina è stampata, nella maggior parte dei casi, solo sull’esterno. I tre margini esterni del libro, cioè la superficie presentata dai fogli in un volume chiuso, si chiamano «tagli».

Dal punto di vista industriale, il taglio di testa è, con la cucitura, il lato più importante di un libro in quanto determina il registro frontale della macchina da stampa. I tagli possono essere al naturale, decorati o colorati in vario modo. Riporta solitamente titolo, autore, e editore del libro. Lo stesso argomento in dettaglio: Ex libris. Nel libro moderno, la «fascetta» è la striscia di carta, applicata trasversalmente alla copertina del libro, utilizzata per riportare slogan pubblicitari destinati a sottolineare il successo del libro. Lo stesso argomento in dettaglio: Frontespizio. I primi incunaboli e manoscritti non avevano il frontespizio, ma si aprivano con una carta bianca con funzione protettiva. Introdotto alla fine del Quattrocento, il frontespizio aveva la forma di un occhiello o di un incipit, quindi si arricchì di elementi decorativi come cornici xilografiche.

Nel libro antico i «nervi» sono i supporti di cucitura dei fascicoli generalmente in corda, cuoio, pelle allumata o, più recentemente, fettuccia. Nel libro moderno i nervi sono di norma finti, apposti per imitare l’estetica del libro antico e conferire importanza al libro. Nei libri suddivisi in più parti, si possono avere occhietti intermedi. Un libro spesso è arricchito di figure. Se esse fanno parte integrante del testo sono chiamate illustrazioni. Se invece sono fuori testo, cioè vengono stampate a parte e sono unite al libro in un secondo tempo, vengono chiamate tavole. Il valore di un libro non è dato dal solo costo di produzione, c’è innanzitutto da considerare che il libro è un’opera dell’ingegno. Il valore economico che è dato dal prezzo a cui viene venduto sul mercato e cioè dalla attribuzione di utilità, importanza, valore da parte degli individui o mercati.

Il valore relazionale è il legame che il libro è in grado di creare tra editore, autore e lettore ma anche tra titoli di una stessa collana. Il valore identitario permette al lettore di immedesimarsi e sentirsi parte della storia fino a riconoscersi nell’opera stessa. Il valore culturale di cui il libro si fa carico permette che la cultura assuma diversi punti di vista. Il valore di status può riguardare sia l’autore che il lettore dell’opera, aver letto o non aver letto un determinato libro può contribuire a creare una certa reputazione. Il libro è un prisma a sei facce rettangolari, composto di sottili lamine di carta, che debbono presentare un frontespizio secondo Jorge Luis Borges, Tutte le opere, trad. Arma di Taggia, Atene, 2006, p. Books of the world, stand up and be counted! Inside Google Books, 5 agosto 2010.

URL consultato il 15 agosto 2010. After we exclude serials, we can finally count all the books in the world. URL consultato il 5 giugno 2012. 2010, Sociologia della Comunicazione, Bologna, Il Mulino, p. 2001, Introduzione allo studio della comunicazione, Bologna, Il Mulino, ISBN 88-15-08248-4 p. Dáibhí ó Cróinin, Cambridge, Cambridge University Press, 1990, p. Dard Hunter, Papermaking: History and Technique of an Ancient Craft New ed. Leila Avrin, Scribes, Script and Books, pp. The Cambridge History of Early Christian Literature, curatori Frances Young, Lewis Ayres, Andrew Louth, Ron White. Le prime copie della Bibbia esistenti datano verso il secondo secolo o inizio del terzo d. Solo codici venivano usati dai cristiani per far copie delle Sacre Scritture e anche per altri scritti religiosi. Van Haelst, «Les origines du codex» pp. V secolo: 152 di cui 46 in pergamena. 2, University of Hawaii Press, giugno 2009, pp.

Clapham, Michael, «Printing» in A History of Technology, Vol 2. Milano , Il Saggiatore , trad. Department of State, Bureau of International Information Programs, 20 luglio 2007. URL consultato il 10 gennaio 2018. Nereo Vianello, La citazione di opere a stampa e manoscritti, Leo Olschki, Firenze 1970, pag. Un esempio sono i quaderni scolastici con i bordi colorati di rosso, editi dalla Cartiere Paolo Pigna. Commissione permanente per la revisione delle regole italiane di catalogazione, Roma, ICCU, 2009. Nereo Vianello, La citazione di opere a stampa e manoscritti, Leo Olschki, Firenze 1970, pp. Enrico Mistretta, L’editoria — un’industria dell’artigianato. Umberto Eco e Jean-Claude Carrière, Non sperate di liberarvi dei libri, Saggi Bompiani, 2009. Robert Darnton, Il futuro del libro, Milano, Adelphi, 2011. Le trasformazioni del libro e dell’editoria, Pearson, 2013. Antichi libri rilegati ed usurati nella biblioteca del Merton College a Oxford. William Caxton mostra la sua produzione a re Edoardo IV e alla regina consorte. Un libro è un insieme di fogli, stampati oppure manoscritti, delle stesse dimensioni, rilegati insieme in un certo ordine e racchiusi da una copertina. Il libro è il veicolo più diffuso del sapere. L’insieme delle opere stampate, inclusi i libri, è detto letteratura.

I libri sono pertanto opere letterarie. Un negozio che vende libri è detto libreria, termine che in italiano indica anche il mobile usato per conservare i libri. La biblioteca è il luogo usato per conservare e consultare i libri. La parola italiana libro deriva dal latino liber. Livelli di produzione libraria europea dal 500 al 1800. L’evento chiave fu l’invenzione della stampa a caratteri mobili di Gutenberg nel XV secolo. La storia del libro segue una serie di innovazioni tecnologiche che hanno migliorato la qualità di conservazione del testo e l’accesso alle informazioni, la portabilità e il costo di produzione. Essa è strettamente legata alle contingenze economiche e politiche nella storia delle idee e delle religioni. Dall’invenzione nel 1455 della stampa a caratteri mobili di Gutenberg, per più di quattro secoli l’unico vero medium di massa è stata la parola stampata. La scrittura è la condizione per l’esistenza del testo e del libro.