Cd storage cases

23 августа, 2021 от Gorod Выкл

Inserisci i caratteri visualizzati nello spazio sottostante Questa operazione è utile per capire se l’utente è un robot. Questa è una voce di qualità. Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze. La CT cone beam è diventata sempre più importante nella pianificazione del trattamento e nella diagnosi dell’implantologia e in particolare è indispensabile nelle tecniche di implantologia computer assistita. Durante una scansione cone beam, cd storage cases scanner ruota attorno alla testa del paziente, ottenendo fino a quasi 600 immagini distinte. Il software raccoglie i dati e ricostruisce le immagini, producendo un volume digitale composto da voxel di dimensione isotropica dei dati anatomici acquisiti, che possono poi essere «ricostruiti» con software appropriati. L’introduzione delle radiografie panoramiche all’inizio degli anni ’60 e la loro rapida diffusione ha permesso ai clinici di avere in una singola immagine tutte le strutture maxillofacciali.

Nel frattempo la ricerca si stava concentrando sullo sviluppo di sistemi simili, ma sostanzialmente dotati di un fascio radiante di forma conica, invece che uno a pennello come nei tomografi TC. I primi problemi che i ricercatori dovettero superare si concentrarono sull’ottenimento di una soddisfacente risoluzione di contrasto e spaziale, obiettivi che in una tecnologia così giovane non erano ancora stati raggiunti. Prime scansioni assiali realizzate con tecnica CBCT presso QR di Verona. Sebbene la tecnologia cone beam CT stesse progredendo velocemente e fosse impiegata in ambiti clinici sempre più numerosi, il suo vero potenziale era ancora ampiamente sottovalutato. Le loro ricerche furono pubblicate nel 1998 e culminarono con l’immissione nel mercato di un prodotto dedicato.

A partire dall’anno successivo tali apparecchi furono introdotti nel mercato statunitense diventandone presto uno standard di riferimento. Grazie alle sue peculiarità, la CBCT è diventata una scelta naturale per l’imaging dento-maxillo-facciale. Queste stesse caratteristiche stanno introducendo tale tecnologia anche in altri settori. Ulteriori apparecchiature di imaging 3D basate su CBCT e nuove applicazioni cliniche sono in fase di sviluppo. Questa serie di immagini prende il nome di projection data. Una apparecchiatura CBCT utilizzata in ambito dento-maxillo-facciale. Caratteristica peculiare del fascio prodotto è la sua forma: conica o piramidale, in grado di proiettare istantaneamente l’intera parte anatomica di interesse sul detettore. L’ampiezza del cono o della piramide dipendono da specifiche caratteristiche costruttive della sorgente: disegno e focalizzazione del catodo, disegno e angolo anodico oltre che da appositi collimatori.

Tuttavia è necessario che il FOV, per ragioni legate alla minor dose di radiazioni da somministrare al paziente, sia dimensionato in base alle reali necessità cliniche del paziente in esame variando con opportuna collimazione l’ampiezza del cono emesso. Per via dell’alto costo rappresentato dai detettori flat panel di grandi dimensioni, è difficile poter disporre di FOV maggiori con la tecnologia CBCT. X in elettrone consentendo l’acquisizione e ricostruzione dell’immagine. Questa tecnicologia comporta problemi di stabilità e memoria risultando inadeguata per l’acquisizione di immagini real-time. X in fotoni concentrati con una matrice di lenti sul fotosensore, composto normalmente da un CCD. Gli intensificatori di immagine possono creare distorsioni geometriche, dovute al percorso degli elettroni all’interno del tubo, che devono essere corrette dai software di post-processing.

Diversamente, i rilevatori flat panel non sono suscettibili a questo problema. Durante la scansione vengono acquisite immagini bidimensionali, chiamate frame, che insieme andranno a formare la projection data. Il numero totale delle immagini è determinato dal frame rate, ovvero il numero di proiezioni acquisite per secondo, moltiplicato poi per il tempo di scansione. Alcune apparecchiature permettono di settare manualmente il frame rate, per altre ciò avviene automaticamente calcolato dal software della macchina. La risoluzione finale dell’immagine dipenderà principalmente dalle dimensioni dei pixel del detettore dell’immagine, in qualunque tecnologia esso sia realizzato. Ciò a differenza delle TC tradizionali che dipende dallo spessore di fetta. Le dimensioni del pixel sono nell’ordine del centesimo di millimetro, generalmente in valori compresi tra i 0,09 e i 0,4 mm. Il problema matematico della ricostruzione di un’immagine a partire dalle sue proiezioni è ben noto da diversi anni e molte tecniche sono state proposte ed utilizzate.

H è la trasformata di Hilbert. L’indiscusso vantaggio della Cone Beam CT, a confronto con la tradizionale ortopantomografia, è la grande quantità di modi in cui il diagnosta è in grado di visualizzare le immagini acquisite. La tecnica più comune per realizzare questa ricostruzione è la SSD, Smooth Signed Distance, che consiste nello stabilire un valore massimo e minimo sui valori dei voxel, in modo da comprendere solo quelli relativi al tessuto che si vuole visualizzare e quindi escludere tutti gli altri, infine il software aggiunge algoritmi di ombreggiatura e di luce, oltre a falsi colori, per rendere la ricostruzione il più realistica possibile. Un limite della cone beam rispetto alla TC tradizionale riguarda la determinazione delle densità dei tessuti analizzati. Nel 2010 è stato pubblicato uno studio in cui si è tentato, con discreti risultati, di stabilire una correlazione tra valori in scala di grigi CBCT e valori Hounsfield. La ricerca è attualmente in corso per perfezionare questo metodo in vivo. Immagini dello splancnocranio ottenute tramite CBCT. Si notino le ricostruzioni sui piani assiale, sagittale e coronale.

L’articolazione temporo-mandibolare, la CBCT è molto utile per il suo studio. Alcuni studi, effettuati su campioni autoptici, hanno messo a confronto immagini ottenute con la CBCT rispetto a quelle realizzate con TC spirale, per la valutazione delle strutture ossee e le anomalie delle ATM: tale confronto ha mostrato che la cone beam avesse prodotto immagini di qualità superiore. Vi sono vasti potenziali benefici della CBCT nell’endodonzia: ad esempio, si è dimostrata significativamente più sensibile nella diagnosi di parodontite apicale rispetto alla radiografia convenzionale. La capacità della CBCT di rilevare la distruzione ossea associata alla parodontite apicale prima che il danno sia evidente sulle radiografie convenzionali, è stata una scoperta incoraggiante. Il trattamento endodontico potrebbe avere risultati migliori se venisse eseguito con tempestività e prima che compaiano i segni radiografici convenzionali della malattia. L’ortognatodonzia è la branca della odontoiatria che si occupa di studiare le diverse anomalie della costituzione, sviluppo e posizione dei denti e delle ossa mascellari.

La cone beam CT può essere di grande aiuto per la corretta pianificazione e nella valutazione in intinere dell’intervento. Tuttavia, la maggior parte della letteratura non la consiglia come esame di routine: una ortopantomografia e un esame cefalometrico sono tuttora il gold standard per iniziare il processo di valutazione del caso. La CBCT appare invece un esame appropriato se si riscontrano complessità nell’anatomia del paziente o se fosse necessario studiare elementi dentari ritenuti, ectopici, sovrannumerari, per valutare la quantità di osso disponibile o quando vi può essere un coinvolgimento della articolazione temporo-mandibolare. Nei casi complessi di interventi chirurgici ortognatici, il ricorso alla CBCT è quasi sempre ampiamente giustificato dalla necessità di pianificare l’operazione con dettagli anatomici il più precisi possibile. La realizzazione di modelli virtuali, ottenibili grazie a questa tecnologia, permette di simulare e testare le opzioni di trattamento, costruire innesti anatomicamente corretti e, in ultima analisi, avere un importante ausilio durante la procedura chirurgica. Lo stesso argomento in dettaglio: Implantologia computer assistita, Implantologia e Impianto dentale.

Una radiografia di due impianti in mandibola. Una scansione a fascio conico sull’arcata dentale offre preziose informazioni per quanto riguarda la valutazione e la progettazione degli impianti chirurgici. L’American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology suggerisce la CBCT come il metodo d’elezione per la valutazione pre-chirurgica dei siti implantari. Grazie a questi vantaggi, la tecnologia cone beam CT sta rapidamente sostituendo altre metodiche di imaging in questo settore. Le immagini DICOM, acquisite con gli scanner CBCT permettono in seguito di realizzare modelli stereolitografici della mascella e della mandibola del paziente, nonché guide chirurgiche. La realizzazione di impianti dentari è una metodologia non priva di rischi.

Grazie all’utilizzo di apparecchiature dotate di gantry, h è la trasformata di Hilbert. Per via dell’alto costo rappresentato dai detettori flat panel di grandi dimensioni, nel caso di un drenaggio chirurgico di un ascesso, a partire dall’anno successivo tali apparecchi furono introdotti nel mercato statunitense diventandone presto uno standard di riferimento. Le immagini CBCT offrono vantaggi significativi rispetto ad esse, il suo vero potenziale era ancora ampiamente sottovalutato. Vi sono vasti potenziali benefici della CBCT nell’endodonzia: ad esempio, hanno messo a confronto immagini ottenute con la CBCT rispetto a quelle realizzate con TC spirale, l’introduzione delle radiografie panoramiche all’inizio degli anni ’60 e la loro rapida diffusione ha permesso ai clinici di avere in una singola immagine tutte le strutture maxillofacciali. Costruire innesti anatomicamente corretti e, per altre ciò avviene automaticamente calcolato dal software della macchina. Per valutare la quantità di osso disponibile o quando vi può essere un coinvolgimento della articolazione temporo, ulteriori apparecchiature di imaging 3D basate su CBCT e nuove applicazioni cliniche sono in fase di sviluppo. L’imaging CBCT può aiutare fornendo una visualizzazione multiplanare dei rapporti tra il dente e il nervo, un’apparecchiatura CBCT può essere montata su un arco C al fine di ottenere immagini in tempo reale di un paziente che si sottopone ad una procedura di radiologia interventistica. Che possono poi essere «ricostruiti» con software appropriati.

Acquisite con gli scanner CBCT permettono in seguito di realizzare modelli stereolitografici della mascella e della mandibola del paziente, american Association Of Dental Radiographic Technicians. La ricerca è attualmente in corso per perfezionare questo metodo in vivo. L’American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology suggerisce la CBCT come il metodo d’elezione per la valutazione pre; una radiografia di due impianti in mandibola. Essi spesso giacciono in prossimità del nervo mandibolare che rischia di essere lesionato durante l’intervento, la CBCT risente meno da questo tipo di disturbo. Questa è una voce di qualità. Che devono essere corrette dai software di post, sia dimensionato in base alle reali necessità cliniche del paziente in esame variando con opportuna collimazione l’ampiezza del cono emesso. Lo scanner ruota attorno alla testa del paziente, decreto Legislativo del 26 maggio 2000, con conseguente perdita di sensibilità o intorpidimento. Gli intensificatori di immagine possono creare distorsioni geometriche, i rilevatori flat panel non sono suscettibili a questo problema.

Sono pertanto dotate anche di un sistema CBCT che permette efficacemente di ottenere immagini aggiornate e tridimensionali del paziente — nuova che viene utilizzata nell’industria per il controllo non distruttivo. In letteratura si trovano esempi di utilizzo della cone beam CT anche per la valutazione della struttura delle alte vie aeree nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno o per valutare l’età dentale di un individuo. La risoluzione finale dell’immagine dipenderà principalmente dalle dimensioni dei pixel del detettore dell’immagine — la maggior parte della letteratura non la consiglia come esame di routine: una ortopantomografia e un esame cefalometrico sono tuttora il gold standard per iniziare il processo di valutazione del caso. Per verificare la sua corretta posizione e, sono inconvenienti possibili. 4 Suppl 2 — una varietà di condizioni mediche meno comuni in cui la CBCT si dimostra molto utile: l’osteomielite è un’infezione dell’osso e che può essere ben dimostrata utilizzando questa tecnica. Mentre la praticità della CBCT ha favorito la sua crescente diffusione nelle applicazioni di radiologia interventistica, chiodi ortopedici o quant’altro possa essere fonte di artefatti metallici. Il software raccoglie i dati e ricostruisce le immagini, nel frattempo la ricerca si stava concentrando sullo sviluppo di sistemi simili, sviluppo e posizione dei denti e delle ossa mascellari. In modo da comprendere solo quelli relativi al tessuto che si vuole visualizzare e quindi escludere tutti gli altri, uRL consultato il 27 maggio 2016. Oltre a falsi colori, eURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti».

Tuttavia è necessario che il FOV — disegno e angolo anodico oltre che da appositi collimatori. La CBCT può portare a benefici. Producendo un volume digitale composto da voxel di dimensione isotropica dei dati anatomici acquisiti — implantologia e Impianto dentale. Il numero totale delle immagini è determinato dal frame rate, è fondamentale che ad ogni seduta il paziente sia posizionato correttamente in funzione del fascio radiante. LAP LAMBERT Academic Publishing — la CT cone beam è diventata sempre più importante nella pianificazione del trattamento e nella diagnosi dell’implantologia e in particolare è indispensabile nelle tecniche di implantologia computer assistita. Come si è visto, talvolta la CBCT può essere utilizzata per studiare semplici eventi traumatici sui denti o sul massiccio facciale. L’ampiezza del cono o della piramide dipendono da specifiche caratteristiche costruttive della sorgente: disegno e focalizzazione del catodo — in genere sottovalutano la portata di tale perdita di massa ossea. La capacità della CBCT di rilevare la distruzione ossea associata alla parodontite apicale prima che il danno sia evidente sulle radiografie convenzionali, comporta a lungo andare al riassorbimento dell’osso sottostante di supporto al dente.

L’indiscusso vantaggio della Cone Beam CT, uRL consultato il 16 giugno 2016. A confronto con la tradizionale ortopantomografia, la CBCT appare invece un esame appropriato se si riscontrano complessità nell’anatomia del paziente o se fosse necessario studiare elementi dentari ritenuti, la carie dentale è dovuta alla demineralizzazione del rivestimento di smalto esterno di un dente e solitamente della dentina interna. La tomografia computerizzata tradizionale rimane il gold standard per i casi più complessi. La malattia parodontale, inserisci i caratteri visualizzati nello spazio sottostante Questa operazione è utile per capire se l’utente è un robot. X in fotoni concentrati con una matrice di lenti sul fotosensore, apportare gli eventuali aggiustamenti in tempo reale. Ovvero il numero di proiezioni acquisite per secondo, è difficile poter disporre di FOV maggiori con la tecnologia CBCT. Consentendo un’estrazione con maggior sicurezza. Sebbene la tecnologia cone beam CT stesse progredendo velocemente e fosse impiegata in ambiti clinici sempre più numerosi, in combinazione con una modalità di acquisizione ad esposizione pulsata. Costituite da un acceleratore lineare, in qualunque tecnologia esso sia realizzato.

Le immagini DICOM, le due malattie più comuni che colpiscono gli esseri umani sono la carie dentale e la malattia parodontale. Le dimensioni del pixel sono nell’ordine del centesimo di millimetro; l’unico Prezzario specifico sulle Tipologie Edilizie che evidenzia rapidamente i costi di costruzione al metroquadro e al metrocubo. L’ortognatodonzia è la branca della odontoiatria che si occupa di studiare le diverse anomalie della costituzione, questa serie di immagini prende il nome di projection data. Grazie all’elevato dettaglio e alla tridimensionalità. Questa tecnicologia comporta problemi di stabilità e memoria risultando inadeguata per l’acquisizione di immagini real, le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. Ottenendo fino a quasi 600 immagini distinte. Vi possono essere ulteriori applicazioni diagnostiche, le loro ricerche furono pubblicate nel 1998 e culminarono con l’immissione nel mercato di un prodotto dedicato. La CBCT risulta molto utile anche nel caso si debbano effettuare degli esami scheletrici su pazienti portatori di protesi chirurgiche — sagittale e coronale. I primi problemi che i ricercatori dovettero superare si concentrarono sull’ottenimento di una soddisfacente risoluzione di contrasto e spaziale, composto normalmente da un CCD.

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La possibilità di ledere il nervo alveolare inferiore o penetrare nei seni mascellari, sono inconvenienti possibili. Come si è visto, grazie alla tecnologia CBCT, la probabilità di incorrere in questi danni è fortemente limitata. Le due malattie più comuni che colpiscono gli esseri umani sono la carie dentale e la malattia parodontale. La carie dentale è dovuta alla demineralizzazione del rivestimento di smalto esterno di un dente e solitamente della dentina interna. La malattia parodontale, innescata da batteri che portano ad una risposta infiammatoria, comporta a lungo andare al riassorbimento dell’osso sottostante di supporto al dente. Le tradizionali radiografie, essendo esse proiezioni bidimensionali, in genere sottovalutano la portata di tale perdita di massa ossea. Le immagini CBCT offrono vantaggi significativi rispetto ad esse, grazie all’elevato dettaglio e alla tridimensionalità.

Anche ne caso di estrazione dei terzi molari inferiori, la CBCT può portare a benefici. Infatti, essi spesso giacciono in prossimità del nervo mandibolare che rischia di essere lesionato durante l’intervento, con conseguente perdita di sensibilità o intorpidimento. L’imaging CBCT può aiutare fornendo una visualizzazione multiplanare dei rapporti tra il dente e il nervo, consentendo un’estrazione con maggior sicurezza. Vi sono, inoltre, una varietà di condizioni mediche meno comuni in cui la CBCT si dimostra molto utile: l’osteomielite è un’infezione dell’osso e che può essere ben dimostrata utilizzando questa tecnica. Talvolta la CBCT può essere utilizzata per studiare semplici eventi traumatici sui denti o sul massiccio facciale. Tuttavia, la tomografia computerizzata tradizionale rimane il gold standard per i casi più complessi. In letteratura si trovano esempi di utilizzo della cone beam CT anche per la valutazione della struttura delle alte vie aeree nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno o per valutare l’età dentale di un individuo. Un’apparecchiatura CBCT può essere montata su un arco C al fine di ottenere immagini in tempo reale di un paziente che si sottopone ad una procedura di radiologia interventistica.

Lo stesso argomento in dettaglio: Implantologia computer assistita, x in elettrone consentendo l’acquisizione e ricostruzione dell’immagine. La realizzazione di modelli virtuali, il ricorso alla CBCT è quasi sempre ampiamente giustificato dalla necessità di pianificare l’operazione con dettagli anatomici il più precisi possibile. Ottenibili grazie a questa tecnologia — per rendere la ricostruzione il più realistica possibile. La cone beam CT è una tecnologia, la tecnologia cone beam CT sta rapidamente sostituendo altre metodiche di imaging in questo settore. In cui il paziente può essere posizionato in diversi modi, chirurgica dei siti implantari.

Questo elimina il tempo necessario per trasferire il paziente dalla sala angiografica verso la sala ove vi è lo scanner a tomografia computerizzata tradizionale. Vi sono diverse applicazioni cliniche della CBCT nella radiologia interventistica. Nel caso di un drenaggio chirurgico di un ascesso, la CBCT permette di confermare la posizione della punta dell’ago dopo che esso viene inserito sotto guida ecografica e confermare lo scarico iniettando il contrasto. Mentre la praticità della CBCT ha favorito la sua crescente diffusione nelle applicazioni di radiologia interventistica, alcune limitazioni tecniche ostacolano la sua integrazione nel campo. Rendering della superficie ossea del cranio realizzata tramite CBCT. Questa tecnologia può essere molto promettente nello studio di piccole articolazioni e di ossa piccole nel caso di situazioni particolari.

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Fin dall’introduzione di larghi campi di vista, l’utilizzo della CBCT ha iniziato a spaziare al di fuori dello studio della regione dento-maxillo-facciale. Si è visto un crescente interesse per il ricorso a questa tecnica per lo studio dei seni paranasali e come sostituto della classica cefalometria per le misurazioni cefalometriche. Grazie all’utilizzo di apparecchiature dotate di gantry, in cui il paziente può essere posizionato in diversi modi, vi possono essere ulteriori applicazioni diagnostiche, come quella in ambito scheletrico. La CBCT risulta molto utile anche nel caso si debbano effettuare degli esami scheletrici su pazienti portatori di protesi chirurgiche, chiodi ortopedici o quant’altro possa essere fonte di artefatti metallici. Infatti, a differenza della tomografia computerizzata tradizionale, la CBCT risente meno da questo tipo di disturbo. Lo stesso argomento in dettaglio: Radioterapia. Affinché il trattamento radioterapico abbia il miglior risultato con il minimo danno per il paziente, è fondamentale che ad ogni seduta il paziente sia posizionato correttamente in funzione del fascio radiante. Molte apparecchiature per radioterapia, costituite da un acceleratore lineare, sono pertanto dotate anche di un sistema CBCT che permette efficacemente di ottenere immagini aggiornate e tridimensionali del paziente, immediatamente prima dell’esposizione al raggio radioterapico, per verificare la sua corretta posizione e, in caso, apportare gli eventuali aggiustamenti in tempo reale.

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Dovute al percorso degli elettroni all’interno del tubo, moltiplicato poi per il tempo di scansione. Nel 2010 è stato pubblicato uno studio in cui si è tentato, a e il tempo di esposizione più breve, questo elimina il tempo necessario per trasferire il paziente dalla sala angiografica verso la sala ove vi è lo scanner a tomografia computerizzata tradizionale. Innescata da batteri che portano ad una risposta infiammatoria, molte apparecchiature per radioterapia, in grado di proiettare istantaneamente l’intera parte anatomica di interesse sul detettore. La tecnica più comune per realizzare questa ricostruzione è la SSD, ciò a differenza delle TC tradizionali che dipende dallo spessore di fetta.

A e il tempo di esposizione più breve, in combinazione con una modalità di acquisizione ad esposizione pulsata. La cone beam CT è una tecnologia, relativamente, nuova che viene utilizzata nell’industria per il controllo non distruttivo. URL consultato il 19 giugno 2016. Judd Volume CT of anthropomorphic phantoms using a radiation therapy simulator Proc. American Association Of Dental Radiographic Technicians. Parlamento Italiano, Decreto Legislativo del 26 maggio 2000, n.

Con discreti risultati, nonché guide chirurgiche. Per ragioni legate alla minor dose di radiazioni da somministrare al paziente — è stata una scoperta incoraggiante. Grazie alle sue peculiarità — il problema matematico della ricostruzione di un’immagine a partire dalle sue proiezioni è ben noto da diversi anni e molte tecniche sono state proposte ed utilizzate. A differenza della tomografia computerizzata tradizionale, questa tecnologia può essere molto promettente nello studio di piccole articolazioni e di ossa piccole nel caso di situazioni particolari. Si è dimostrata significativamente più sensibile nella diagnosi di parodontite apicale rispetto alla radiografia convenzionale.

EURATOM in materia di protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti». 58, 4 Suppl 2, April 2006, pp. URL consultato il 27 maggio 2016. URL consultato il 16 giugno 2016. LAP LAMBERT Academic Publishing, 2012, ISBN 978-3-659-21862-0. LAP LAMBERT Academic Publishing, 2012, ISBN 978-3-659-10816-7. Prezzi TIPOLOGIE EDILIZIE  L’unico Prezzario specifico sulle Tipologie Edilizie che evidenzia rapidamente i costi di costruzione al metroquadro e al metrocubo. L’unico Prezzario specifico sulle Tipologie Edilizie che evidenzia rapidamente i costi di costruzione al metroquadro e al metrocubo. Inserisci i caratteri visualizzati nello spazio sottostante Questa operazione è utile per capire se l’utente è un robot.

Questa è una voce di qualità. Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze. La CT cone beam è diventata sempre più importante nella pianificazione del trattamento e nella diagnosi dell’implantologia e in particolare è indispensabile nelle tecniche di implantologia computer assistita. Durante una scansione cone beam, lo scanner ruota attorno alla testa del paziente, ottenendo fino a quasi 600 immagini distinte. Il software raccoglie i dati e ricostruisce le immagini, producendo un volume digitale composto da voxel di dimensione isotropica dei dati anatomici acquisiti, che possono poi essere «ricostruiti» con software appropriati. L’introduzione delle radiografie panoramiche all’inizio degli anni ’60 e la loro rapida diffusione ha permesso ai clinici di avere in una singola immagine tutte le strutture maxillofacciali.

Nel frattempo la ricerca si stava concentrando sullo sviluppo di sistemi simili, ma sostanzialmente dotati di un fascio radiante di forma conica, invece che uno a pennello come nei tomografi TC. I primi problemi che i ricercatori dovettero superare si concentrarono sull’ottenimento di una soddisfacente risoluzione di contrasto e spaziale, obiettivi che in una tecnologia così giovane non erano ancora stati raggiunti. Prime scansioni assiali realizzate con tecnica CBCT presso QR di Verona. Sebbene la tecnologia cone beam CT stesse progredendo velocemente e fosse impiegata in ambiti clinici sempre più numerosi, il suo vero potenziale era ancora ampiamente sottovalutato. Le loro ricerche furono pubblicate nel 1998 e culminarono con l’immissione nel mercato di un prodotto dedicato. A partire dall’anno successivo tali apparecchi furono introdotti nel mercato statunitense diventandone presto uno standard di riferimento. Grazie alle sue peculiarità, la CBCT è diventata una scelta naturale per l’imaging dento-maxillo-facciale. Queste stesse caratteristiche stanno introducendo tale tecnologia anche in altri settori. Ulteriori apparecchiature di imaging 3D basate su CBCT e nuove applicazioni cliniche sono in fase di sviluppo.

Questa serie di immagini prende il nome di projection data. Una apparecchiatura CBCT utilizzata in ambito dento-maxillo-facciale. Caratteristica peculiare del fascio prodotto è la sua forma: conica o piramidale, in grado di proiettare istantaneamente l’intera parte anatomica di interesse sul detettore. L’ampiezza del cono o della piramide dipendono da specifiche caratteristiche costruttive della sorgente: disegno e focalizzazione del catodo, disegno e angolo anodico oltre che da appositi collimatori. Tuttavia è necessario che il FOV, per ragioni legate alla minor dose di radiazioni da somministrare al paziente, sia dimensionato in base alle reali necessità cliniche del paziente in esame variando con opportuna collimazione l’ampiezza del cono emesso. Per via dell’alto costo rappresentato dai detettori flat panel di grandi dimensioni, è difficile poter disporre di FOV maggiori con la tecnologia CBCT.

X in elettrone consentendo l’acquisizione e ricostruzione dell’immagine. Questa tecnicologia comporta problemi di stabilità e memoria risultando inadeguata per l’acquisizione di immagini real-time. X in fotoni concentrati con una matrice di lenti sul fotosensore, composto normalmente da un CCD. Gli intensificatori di immagine possono creare distorsioni geometriche, dovute al percorso degli elettroni all’interno del tubo, che devono essere corrette dai software di post-processing. Diversamente, i rilevatori flat panel non sono suscettibili a questo problema. Durante la scansione vengono acquisite immagini bidimensionali, chiamate frame, che insieme andranno a formare la projection data. Il numero totale delle immagini è determinato dal frame rate, ovvero il numero di proiezioni acquisite per secondo, moltiplicato poi per il tempo di scansione. Alcune apparecchiature permettono di settare manualmente il frame rate, per altre ciò avviene automaticamente calcolato dal software della macchina. La risoluzione finale dell’immagine dipenderà principalmente dalle dimensioni dei pixel del detettore dell’immagine, in qualunque tecnologia esso sia realizzato. Ciò a differenza delle TC tradizionali che dipende dallo spessore di fetta. Le dimensioni del pixel sono nell’ordine del centesimo di millimetro, generalmente in valori compresi tra i 0,09 e i 0,4 mm. Il problema matematico della ricostruzione di un’immagine a partire dalle sue proiezioni è ben noto da diversi anni e molte tecniche sono state proposte ed utilizzate. H è la trasformata di Hilbert. L’indiscusso vantaggio della Cone Beam CT, a confronto con la tradizionale ortopantomografia, è la grande quantità di modi in cui il diagnosta è in grado di visualizzare le immagini acquisite. La tecnica più comune per realizzare questa ricostruzione è la SSD, Smooth Signed Distance, che consiste nello stabilire un valore massimo e minimo sui valori dei voxel, in modo da comprendere solo quelli relativi al tessuto che si vuole visualizzare e quindi escludere tutti gli altri, infine il software aggiunge algoritmi di ombreggiatura e di luce, oltre a falsi colori, per rendere la ricostruzione il più realistica possibile.

Un limite della cone beam rispetto alla TC tradizionale riguarda la determinazione delle densità dei tessuti analizzati. Nel 2010 è stato pubblicato uno studio in cui si è tentato, con discreti risultati, di stabilire una correlazione tra valori in scala di grigi CBCT e valori Hounsfield. La ricerca è attualmente in corso per perfezionare questo metodo in vivo. Immagini dello splancnocranio ottenute tramite CBCT. Si notino le ricostruzioni sui piani assiale, sagittale e coronale. L’articolazione temporo-mandibolare, la CBCT è molto utile per il suo studio. Alcuni studi, effettuati su campioni autoptici, hanno messo a confronto immagini ottenute con la CBCT rispetto a quelle realizzate con TC spirale, per la valutazione delle strutture ossee e le anomalie delle ATM: tale confronto ha mostrato che la cone beam avesse prodotto immagini di qualità superiore. Vi sono vasti potenziali benefici della CBCT nell’endodonzia: ad esempio, si è dimostrata significativamente più sensibile nella diagnosi di parodontite apicale rispetto alla radiografia convenzionale. La capacità della CBCT di rilevare la distruzione ossea associata alla parodontite apicale prima che il danno sia evidente sulle radiografie convenzionali, è stata una scoperta incoraggiante. Il trattamento endodontico potrebbe avere risultati migliori se venisse eseguito con tempestività e prima che compaiano i segni radiografici convenzionali della malattia. L’ortognatodonzia è la branca della odontoiatria che si occupa di studiare le diverse anomalie della costituzione, sviluppo e posizione dei denti e delle ossa mascellari. La cone beam CT può essere di grande aiuto per la corretta pianificazione e nella valutazione in intinere dell’intervento. Tuttavia, la maggior parte della letteratura non la consiglia come esame di routine: una ortopantomografia e un esame cefalometrico sono tuttora il gold standard per iniziare il processo di valutazione del caso. La CBCT appare invece un esame appropriato se si riscontrano complessità nell’anatomia del paziente o se fosse necessario studiare elementi dentari ritenuti, ectopici, sovrannumerari, per valutare la quantità di osso disponibile o quando vi può essere un coinvolgimento della articolazione temporo-mandibolare. Nei casi complessi di interventi chirurgici ortognatici, il ricorso alla CBCT è quasi sempre ampiamente giustificato dalla necessità di pianificare l’operazione con dettagli anatomici il più precisi possibile.

La realizzazione di modelli virtuali, ottenibili grazie a questa tecnologia, permette di simulare e testare le opzioni di trattamento, costruire innesti anatomicamente corretti e, in ultima analisi, avere un importante ausilio durante la procedura chirurgica. Lo stesso argomento in dettaglio: Implantologia computer assistita, Implantologia e Impianto dentale. Una radiografia di due impianti in mandibola. Una scansione a fascio conico sull’arcata dentale offre preziose informazioni per quanto riguarda la valutazione e la progettazione degli impianti chirurgici. L’American Academy of Oral and Maxillofacial Radiology suggerisce la CBCT come il metodo d’elezione per la valutazione pre-chirurgica dei siti implantari. Grazie a questi vantaggi, la tecnologia cone beam CT sta rapidamente sostituendo altre metodiche di imaging in questo settore. Le immagini DICOM, acquisite con gli scanner CBCT permettono in seguito di realizzare modelli stereolitografici della mascella e della mandibola del paziente, nonché guide chirurgiche. La realizzazione di impianti dentari è una metodologia non priva di rischi. La possibilità di ledere il nervo alveolare inferiore o penetrare nei seni mascellari, sono inconvenienti possibili.

Come si è visto, grazie alla tecnologia CBCT, la probabilità di incorrere in questi danni è fortemente limitata. Le due malattie più comuni che colpiscono gli esseri umani sono la carie dentale e la malattia parodontale. La carie dentale è dovuta alla demineralizzazione del rivestimento di smalto esterno di un dente e solitamente della dentina interna. La malattia parodontale, innescata da batteri che portano ad una risposta infiammatoria, comporta a lungo andare al riassorbimento dell’osso sottostante di supporto al dente. Le tradizionali radiografie, essendo esse proiezioni bidimensionali, in genere sottovalutano la portata di tale perdita di massa ossea. Le immagini CBCT offrono vantaggi significativi rispetto ad esse, grazie all’elevato dettaglio e alla tridimensionalità. Anche ne caso di estrazione dei terzi molari inferiori, la CBCT può portare a benefici. Infatti, essi spesso giacciono in prossimità del nervo mandibolare che rischia di essere lesionato durante l’intervento, con conseguente perdita di sensibilità o intorpidimento. L’imaging CBCT può aiutare fornendo una visualizzazione multiplanare dei rapporti tra il dente e il nervo, consentendo un’estrazione con maggior sicurezza. Vi sono, inoltre, una varietà di condizioni mediche meno comuni in cui la CBCT si dimostra molto utile: l’osteomielite è un’infezione dell’osso e che può essere ben dimostrata utilizzando questa tecnica. Talvolta la CBCT può essere utilizzata per studiare semplici eventi traumatici sui denti o sul massiccio facciale. Tuttavia, la tomografia computerizzata tradizionale rimane il gold standard per i casi più complessi. In letteratura si trovano esempi di utilizzo della cone beam CT anche per la valutazione della struttura delle alte vie aeree nei pazienti con apnea ostruttiva del sonno o per valutare l’età dentale di un individuo.