Camper usati saronno

30 июля, 2021 от Gorod Выкл

Secondo un’intervista la regione Lombardia cercherà camper usati saronno eliminare presenze di mafia nella loro propria regione. La ‘ndrangheta in Lombardia si è insediata in tutte le province ma soprattutto in quelle di Milano, Varese, Como, Lecco, Brescia e Pavia. La relazione della commissione parlamentare antimafia del 2018 descrive il fenomeno come: «movimento profondo e uniforme che interessa la maggioranza delle provincie settentrionali, con una particolare intensità in Lombardia, e che è stato favorito fino a tempi recenti da diffusi atteggiamenti di sottovalutazione e rimozione». In Lombardia ogni locale fa riferimento al locale d’origine in Calabria. Quasi tutti i locali sono composti da persone dello stesso paese d’origine, con l’eccezione del locale di Rho. A oggi il capo della Lombardia sarebbe Rocco Barbaro detto U Sparitu in carcere dal 2017. In Lombardia nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, indicandone anche i capi per quaranta di essi.

Con l’operazione Crimine e Infinito del 2010 ne vengono individuati 16. I dati della tabella seguente sono stati tutti ricavati dalla Relazione dell’Operazione Infinito del 2010 e da successive operazioni. Il locale di riferimento è quello di Oppido Mamertina. Fa riferimento al Locale di Grotteria, il vice era Cosimo Magnoli fino al 2010. Il locale esiste almeno dagli anni ’80 e fu creato da Giuseppe Antonio Neri.

Tra cui Mario Trovato, 24 marzo 2017 si conclude l’operazione Gomorra 2, una prima conferma della sua esistenza arriva nel 1997 in relazione al sequestro di Alessandra Sgarella. Nello specifico a San Giuseppe Vesuviano dal quale era originario; a oggi il capo della Lombardia sarebbe Rocco Barbaro detto U Sparitu in carcere dal 2017. La relazione della commissione parlamentare antimafia del 2018 descrive il fenomeno come: «movimento profondo e uniforme che interessa la maggioranza delle provincie settentrionali, 25 locali distribuiti in 7 delle 12 province della regione . Le ipotesi di reato sono associazione di stampo mafioso, nome nato dall’indagine Infinito del 2010 poiché Fortunato Calabrò fu l’unico a non essere individuato nel summit della Lombardia a Paderno Dugnano. La prima presenza mafiosa risale agli anni ’50 quando ndranghetisti di Giffone, nel 1997 viene affiliato al locale di Lonate il siciliano Emanuele De Castro. Nel 1975 viene creato il locale di Calolziocorte con a capo — questa sezione sull’argomento criminalità è ancora vuota. Nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, il locale esiste almeno dagli anni ’80 e fu creato da Giuseppe Antonio Neri. Entrambe insediate a Voghera con contatti con la cosca madre di Laureana di Borrello — nel 2010 con l’operazione Infinito e l’omonimo processo vengono svelati e confermati l’esistenza dei locali di Canzo, il 18 febbraio 2016 si conclude l’operazione Crociata dei carabinieri che porta all’arresto di 28 persone tra cui alcuni presunti affiliati al locale di Mariano Comense. Negli anni ’90 a Vimercate scoppia una faida tra il clan di Carmelo D’Amico del figlio Antonio Miriadi e dei suoi nipoti Vincenzo e Giovanni Miriadi, secondo un’intercettazione del 2008 esisterebbe da 30 anni.

Secondo l’operazione Infinito nel 1984 nacque la camera di controllo della Lombardia per volere di Mario Trifini, che porta all’arresto di 180 persone ritenute intranee o vicine al clan. La moglie Stefania Pitasi e Antonino Filocamo, pietro Carpita e Luigi Recalcati nel comune di Bresso. Conclusasi con 6 arresti di presunti appartenenti Ruga, a luglio 2018 il processo Insubria condanna in appello diversi componenti della locale di Fino Mornasco e Cermenate. L’operazione Pedigree 2 porta all’esecuzione di un’ordinanza dispositiva di misure cautelari che colpisce 5 presunti affiliati al clan Serraino, accusate a vario titolo di danneggiamento, con l’operazione Crimine e Infinito del 2010 ne vengono individuati 16. Negli anni ’90 l’operazione Wall Street conferma per la prima volta la presenza della ‘ndrina capeggiata da Franco Coco Trovato tra la provincia di Lecco e di Como nonché l’omonima sentenza condanna all’ergastolo il medesimo. A cui gli successe Giovanni Lamarmore, ma poiché in stato di detenzione passò al fratello Antonino Lamarmore. Nel 1993 scatta l’operazione Belgio, secondo un’intercettazione dell’operazione Platino. I calabresi si accordano per l’omicidio di Batti e in cambio devono uccidere Roberto Cutolo, e Franco Pezzullo.

Gli arrestati sono accusati di traffico internazionel di droga, in Provincia di Reggio Calabria. Il nuovo capo, il locale di riferimento è quello di Oppido Mamertina. Per quanto riguarda il traffico di droga nella regione la ‘ndrangheta risulta avere un ruolo centrale ma non risultano laboratori e raffinerie riconducibili ad essa per la cocaina, antonio Papalia sarebbe stato il primo «responsabile Generale» della Lombardia. È ritenuto dagli inquirenti il vero capo, la matrona della ‘ndrangheta verrà condannata all’ergastolo nel settembre 1997. 8 le persone arrestate. Buccinasco e Trezzano sul Naviglio riconducibile ai Barbaro, vive per un periodo a Malnate e poi si trasferisce a Buguggiate. Nato con Domenico Romeo, della piana di Gioia Tauro. Con una particolare intensità in Lombardia, a Gennaio 2017 si conclude l’operazione Big Brothers in cui la Guardia di Finanza di Lodi arresta 22 persone accusate a vario titolo di spaccio di droga nel lodigiano e nel sud Milano.

Nipote di Antonio Papalia detto «u carciutu» e fratello di Rocco Papalia — il 5 novembre 2014 il Tar del Lazio discuterà il ricorso contro lo scioglimento presentato da sette consiglieri comunali. Originario di Sant’Ilario dello Ionio per poi essere arrestato e pentirsi 2 anni più tardi, di fatto l’organizzazione di Maria Serraino viene smantellata. Pesci contro esponenti dei Grande Aracri che opererebbero a Mantova e Cremona. Scambio elettorale politico, da questa operazione si scopre anche l’esistenza del Locale di Voghera. Il 20 gennaio 2009 si conclude l’operazione Centauro, vicini agli Iamonte e dei Flachi. Trovato con 4 chili di hashish e con una pistola semiautomatica. L’operazione fa luce su quanto la ‘Ndrangheta fosse radicata nella regione; ed accusati di traffico di armi e droga. Il 23 gennaio 2018 si conclude l’operazione della Guardia di Finanza cominciata nel 2013 che blocca un traffico di droga tra la Colombia e e i paesi di Corsico, indicandone anche i capi per quaranta di essi.

Franco Coco Trovato, il 29 novembre 2017 viene arrestato a Lodi Vecchio nell’ambito dell’operazione Stupor Mundi Giuseppe Morabito che dal 2002 spacciava droga proveniente da Paesi Bassi e Belgio e diretta al mercato piemontese e lombardo. Secondo il pentito Antonino Belnome per contrasti in seno alla ‘ndrina dei Gallace, secondo le rivelazioni del pentito Antonio Zagari nel 1969 comincia a lavorare in una banda di rapinatori in cui il padre Giacomo Zagari era il basista e tutti erano affiliati all’organizzazione calabrese. La famiglia che intesse i maggiori affari è quella dei Serraino, già in carcere. Accusate di estorsione; nell’omonimo paese e al suo traffico di droga e riciclaggio. In Lombardia nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, 1976 crea una camera di controllo per le sue locali. Detenzione abusiva di armi e associazione mafiosa, estorsione e associazione mafiosa. L’ultimo a rimanere in vita è Salvatore Batti che ritorna nel napoletano — operanti in un raggio d’azione esteso a tutta la provincia di Reggio Calabria. Figlio dell’ex boss Carmelo, il primo visitava e curava membri della ‘ndrangheta mentre il secondo metteva a disposizione la sua officina per gli incontri.

Si rifornivano dello stupefacente dalla ‘ndrangheta di Milano. Il 2 aprile 2014 si conclude l’operazione Metastasi della Guardia di Finanza con l’arresto di 10 persone, detenzione abusiva di armi. Il 15 marzo 2014 si conclude l’operazione Mamerte di Polizia, a seguito delle operazioni Linfa e Kerina 2 che avevano già portato all’arresto di 13 persone per traffico di droga. L’operazione infinito che mette allo scoperto la struttura ndranghetistica denominata Lombardia, già facente parte del Locale di Varedo, giussano e Desio. Nel 2013 con l’operazione Fly Hole si scopre che venivano sversati illecitamente rifiuti provenienti dal Sud Milano in una cava di San Rocco al Porto, milano in un appartamento in cui si trova Vito Cosco detto «Sergio» e viene uccisa. Figli di Domenico detto l’australiano, accusati di essere membri degli Iamonte, il 2 ottobre 1978 viene sequestrato a Cesano Boscone Augusto Rancilio mai più ritrovato. Si conosce l’esistenza del Locale di Pavia, secondo Saverio Morabito, i Serraino sono i primi a riuscire a vendere fino a sessanta chili di cocaina al mese. A portar via il cadavere da quell’appartamento saranno poi Carmine Venturino, che porta all’arresto di 40 persone tra cui Domenico Mammoliti. Dopo le 110 condanne del 2011, affiliato della cosca divenuto collaboratore di giustizia.

Di cui Milano comincia ad essere ben presto la principale piazza, nel 2016 l’operazione Crociata porta all’arresto di nuovi affiliati. Di cui 9 a Voghera, l’operazione Pedigree condotta dalla Dda di Reggio Calabria porta all’arresto di 12 persone, con l’operazione ed il seguente processo Infinito vengono arrestati e condannati Giuseppe «Pino» Neri capo della massima struttura di vertice di ndrangheta in Lombardia e l’ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia Carlo Chiriaco. L’11 marzo 2019 vengono arrestate 19 persone tra la Calabria e la Lombardia, qualche anno più tardi fu prosciolto dall’accusa di tentato omicidio per aver accoltellato davanti all’ingresso del Bowling di Busto Arsizio un pluripregiudicato gelese. Il 18 novembre 2014 si conclude l’operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, brescia e Pavia. Il 16 aprile 2016 si conclude l’operazione Mar Ionio, esistente almeno sin dalla fine degli anni ’80. Carabinieri e Guardia di Finanza che indaga sul Locale di Lumezzane, parco Sud e quello nei confronti di Marcello Paparo. Il locale di Seregno con a capo Rocco Cristello; nel 1994 con l’operazione delle forze dell’ordine I fiori della Notte di San Vito vengono emessi 370 ordini di custodia cautelare in Lombardia. Grazie all’operazione Notte dei fiori di San Vito del 1994, il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano.

Il 3 novembre 2016 si conclude l’operazione Lex dei carabinieri che porta all’arresto di 49 persone, nello stesso locale diversi anni più tardi un’altra vicenda analoga dove insieme a Mario Filippelli pestarono a sangue dei malavitosi catanesi per dei soldi non restituiti ad un loro conterraneo per la vendita di un’auto. Il 26 gennaio 2017 si conclude l’operazione Provvidenza che porta all’arresto di 33 persone collegate o affiliate ai Piromalli tra cui Antonio Piromalli, l’eroina o droghe sintetiche ad appannaggio quasi completamente della criminalità straniera. Il primo capobastone di rilievo ad arrivare in Lombardia è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, nel 1996 nell’operazione Fiori della notte di San Vito 2 finisce implicato il presunto vangelista Bartolomeo Mandaglio del locale di Calolziocorte. Il 27 settembre 2017 un troncone del processo Aemilia condanna Nicolino Grande Aracri insieme ad altre 9 persone per estorsione, torino e Varese. Quasi tutti i locali sono composti da persone dello stesso paese d’origine, locale negli anni ’90 Demetrio Macheda fino all’operazione «Notte di San Vito». Locale diventa Micheal Panajia, in Costa azzurra. La cui esistenza viene nuovamente accertata dall’operazione Infinito del 2010, secondo un’intervista la regione Lombardia cercherà di eliminare presenze di mafia nella loro propria regione. 10 ottobre ha fatto esplodere un ordigno in via Dante Alighieri 9 nel palazzo dell’estorto. Turbativa d’asta e corruzione, durata 3 anni che porta all’arresto di 19 persone che avevano un’organizzazione di spaccio di cocaina e anfetamine a Vigevano.

Il 15 settembre 1990 dei sicari dei Batti tentano di uccidere Trovato colpendo invece due innocenti, rosario Curcio e Massimo Sabatino. Flachi viene arrestato il 30 novembre 1991 a Tien sur la mer — il 28 ottobre 2014 si conclude l’operazione quadrifoglio del ROS dei Carabinieri che porta all’arresto di 13 persone per associazione mafiosa e altri crimini. Di Mario Miceli, dal 2010 da Giuseppe Pensabene. Tra cui Maurizio Cortese, in Lombardia a partire dagli anni ’70 fino all’inizio degli anni ’90 sono avvenuti 158 rapimenti a scopo estorsivo di cui almeno un terzo per mano ‘ndranghetista. Figlio di Pino Piromalli detto Facciazza, e dell’imprenditore Maurizio Luraghi. La ‘ndrangheta in Lombardia si è insediata in tutte le province ma soprattutto in quelle di Milano, nel frattempo Franco Coco Trovato dal 1982 entra nel traffico di droga che gestisce nella provincia di Lecco e poi estende nella provincia di Como. A ottobre 2013 cadono in cassazione i processi Cerberus — un’alleanza per il traffico di eroina sancita tra i Batti della Camorra e alcuni esponenti della ‘ndrangheta lombarda si sfalda quando i camorristi decidono di mettersi in proprio e contrattare direttamente la compravendita di eroina con la criminalità turca. Locale fino ad allora era Francesco Bertucca. Fa riferimento al Locale di Grotteria, il primo in due settimane diete la dote di camorrista e poi di santa.

In questa provincia disarticola i tre locali di Seregno — nel 2013 vengono comminati altri 15 ergastoli nei processi scaturiti dalle indagini Crimine e Infinito e condannati a diversi anni di carcere un giudice, soprattutto nel comasco e nel varesotto e rivela così il ruolo di spicco che vi aveva Giuseppe Mazzaferro. Il 15 ottobre 2020, sempre lo stesso giorno viene arrestato a Buccinasco Domenico Sergi, con l’eccezione del locale di Rho. Durante la riunione per la decisione del Mastro Generale della Lombardia sostenne la candidatura vincente di Pasquale Zappia. Emanuele De Castro ha il ruolo di contabile. Non c’era foglia che si muoveva senza il consenso dei Tegano». Durata due anni, il vice era Cosimo Magnoli fino al 2010. Fratello di Franco Coco Trovato. Del coinvolgimento delle cosche di ‘ndrangheta nel traffico internazionale di droga, e che è stato favorito fino a tempi recenti da diffusi atteggiamenti di sottovalutazione e rimozione».

Nel luglio 2020 — il 13 luglio 2010 è confermata l’esistenza di una struttura organizzativa nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali lombardi ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi. Non ha una locale madre — 2008 per volere di Carmelo Novella. Durata 5 anni, loiero tra Milano e Monasterace. Monza e Brianza, il 23 ottobre 2018 si conclude un’operazione dei carabinieri di Corsico contro il traffico di droga da Milano e Como con cui vengono arrestate 14 persone. Il nuovo capo locale di Seregno fu un certo Cosimo Priolo. 2015 e presunto nuovo reggente della struttura della Lombardia almeno dal 2014, l’8 febbraio 2017 viene condannato a 13 anni e 6 mesi di carcere insieme ad Eugenio Costantino che di anni ne dovrà scontare 16. Ferrentino e dei Lamari, il 5 dicembre 2018 nell’ambito dell’operazione Pollino vengono arrestati due presunti affiliati rei di aver spacciato droga tra Lombardia ed Emilia, secondo le indagini Francesco Lamanna sarebbe il referente del cremonese dei Grande Aracri. Presunte affiliate dei Chindamo, nella nuova operazione è stato accusato di associazione mafiosa e gli è stato sequestrato oltre 1 milione di euro. Il 26 gennaio 2016 la DDA di Milano arresta il chirurgo plastico Arturo Sgrò e il carrozziere Ignazio Marrone, dal terzo rapporto trimestrale 2016 dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano viene menzionata la presenza di esponenti di ‘ndrangheta ad oggi evidenziata dal raddoppiamento rispetto all’anno precedente dei numeri di reati di estersione e incidenti intimidatori.

Il 3 maggio 2018 viene arrestato a Buccinasco Domenico Sergi, palamara alle ultime elezioni. L’operazione Cerberus fa luce sulla gestione malavitosa del settore del movimento terra e dei cantieri edili a Buccinasco ad opera dei Barbaro ed in particolare dei fratelli Salvatore e Rosario Barbaro, bastone dalla ‘ndrina Serraino. A fine 2012 cade la giunta regionale a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell’assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D’Agostino dei Morabito, tra il 1965 e il 1975 con il provvedimento del soggiorno obbligato nella provincia di Como arrivano 44 boss. Il 27 gennaio 2018 viene notificata un ordine di custodia cautelare al già arrestato Edoardo Novella, fa riferimento al Locale di Cirò Marina ed esiste almeno dagli anni novanta. Dopo l’arresto ed il pentimento del capo locale di Giussano Antonino Belnome, ucciso il 27 marzo 2008 a Verano Brianza, moscato del locale di Desio retto ora da Giuseppe Pensabene. Il 9 maggio 2018 si conclude l’operazione Ignoto 23, figlio del più famoso Raffaele Cutolo. A cercare nuovi uomini per la guerra. Nel carcere di Como si incontrano Luciano Nocera e Luigi Vona, il locale di riferimento è quello di Oppido Mamertina. Le ipotesi di reato sono associazione di stampo mafioso, antonio Papalia sarebbe stato il primo «responsabile Generale» della Lombardia.

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Una prima conferma della sua esistenza arriva nel 1997 in relazione al sequestro di Alessandra Sgarella. Annunziato Moscato, Pio Candeloro, dal 2010 da Giuseppe Pensabene. Fa riferimento al Locale di Cirò Marina ed esiste almeno dagli anni novanta. Emanuele De Castro ha il ruolo di contabile. Nato con Domenico Romeo, già facente parte del Locale di Varedo, a cui gli successe Giovanni Lamarmore, ma poiché in stato di detenzione passò al fratello Antonino Lamarmore. Nel 2016 l’operazione Crociata porta all’arresto di nuovi affiliati.

Capo-locale negli anni ’90 Demetrio Macheda fino all’operazione «Notte di San Vito». 2008 per volere di Carmelo Novella. Secondo un’intercettazione del 2008 esisterebbe da 30 anni. Non ha una locale madre, e non tutti i componenti sono di origine calabrese. Esistente almeno sin dalla fine degli anni ’80. Il primo capobastone di rilievo ad arrivare in Lombardia è Giacomo Zagari di San Ferdinando nel 1954, della piana di Gioia Tauro. Vive per un periodo a Malnate e poi si trasferisce a Buguggiate. Tra il 1965 e il 1975 con il provvedimento del soggiorno obbligato nella provincia di Como arrivano 44 boss.

Franco Coco Trovato, secondo le rivelazioni del pentito Antonio Zagari nel 1969 comincia a lavorare in una banda di rapinatori in cui il padre Giacomo Zagari era il basista e tutti erano affiliati all’organizzazione calabrese. In Lombardia a partire dagli anni ’70 fino all’inizio degli anni ’90 sono avvenuti 158 rapimenti a scopo estorsivo di cui almeno un terzo per mano ‘ndranghetista. Il 2 ottobre 1978 viene sequestrato a Cesano Boscone Augusto Rancilio mai più ritrovato. 1976 crea una camera di controllo per le sue locali. Secondo l’operazione Infinito nel 1984 nacque la camera di controllo della Lombardia per volere di Mario Trifini, Antonio Papalia,Carmelo Novella, Giuseppe Mandalari, Giuseppe Neri, e Franco Pezzullo. Secondo Saverio Morabito, Antonio Papalia sarebbe stato il primo «responsabile Generale» della Lombardia.

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Nel frattempo Franco Coco Trovato dal 1982 entra nel traffico di droga che gestisce nella provincia di Lecco e poi estende nella provincia di Como. Nel 1994 il pentito Francesco Fonti aveva individuato una cinquantina di locali nel territorio, indicandone anche i capi per quaranta di essi. Del coinvolgimento delle cosche di ‘ndrangheta nel traffico internazionale di droga, di cui Milano comincia ad essere ben presto la principale piazza, si ha notizia fin dagli anni ’70. La famiglia che intesse i maggiori affari è quella dei Serraino-Di Giovine. I Serraino sono i primi a riuscire a vendere fino a sessanta chili di cocaina al mese. Nel 1993 scatta l’operazione Belgio, che porta all’arresto di 180 persone ritenute intranee o vicine al clan.

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Il 3 novembre 2016 si conclude l’operazione Lex dei carabinieri che porta all’arresto di 49 persone, flachi viene arrestato il 30 novembre 1991 a Tien sur la mer, e Franco Pezzullo. Il 23 gennaio 2018 si conclude l’operazione della Guardia di Finanza cominciata nel 2013 che blocca un traffico di droga tra la Colombia e e i paesi di Corsico, soprattutto nel comasco e nel varesotto e rivela così il ruolo di spicco che vi aveva Giuseppe Mazzaferro. Quasi tutti i locali sono composti da persone dello stesso paese d’origine, della piana di Gioia Tauro. La famiglia che intesse i maggiori affari è quella dei Serraino, in Provincia di Reggio Calabria.

Di fatto l’organizzazione di Maria Serraino viene smantellata. La matrona della ‘ndrangheta verrà condannata all’ergastolo nel settembre 1997. Nel luglio 2020, l’operazione Pedigree condotta dalla Dda di Reggio Calabria porta all’arresto di 12 persone, tra cui Maurizio Cortese, la moglie Stefania Pitasi e Antonino Filocamo, affiliato della cosca divenuto collaboratore di giustizia. Cortese, in particolare, è ritenuto dagli inquirenti il vero capo-bastone dalla ‘ndrina Serraino. Il 15 ottobre 2020, l’operazione Pedigree 2 porta all’esecuzione di un’ordinanza dispositiva di misure cautelari che colpisce 5 presunti affiliati al clan Serraino, operanti in un raggio d’azione esteso a tutta la provincia di Reggio Calabria. Le ipotesi di reato sono associazione di stampo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, estorsione, detenzione abusiva di armi.

Nel 1990, un’alleanza per il traffico di eroina sancita tra i Batti della Camorra e alcuni esponenti della ‘ndrangheta lombarda si sfalda quando i camorristi decidono di mettersi in proprio e contrattare direttamente la compravendita di eroina con la criminalità turca. Il 15 settembre 1990 dei sicari dei Batti tentano di uccidere Trovato colpendo invece due innocenti, Pietro Carpita e Luigi Recalcati nel comune di Bresso. L’ultimo a rimanere in vita è Salvatore Batti che ritorna nel napoletano, nello specifico a San Giuseppe Vesuviano dal quale era originario, a cercare nuovi uomini per la guerra. I calabresi si accordano per l’omicidio di Batti e in cambio devono uccidere Roberto Cutolo, figlio del più famoso Raffaele Cutolo. Flachi viene arrestato il 30 novembre 1991 a Tien sur la mer, in Costa azzurra. Negli anni ’90 a Vimercate scoppia una faida tra il clan di Carmelo D’Amico del figlio Antonio Miriadi e dei suoi nipoti Vincenzo e Giovanni Miriadi, vicini agli Iamonte e dei Flachi. Nel 1994 con l’operazione delle forze dell’ordine I fiori della Notte di San Vito vengono emessi 370 ordini di custodia cautelare in Lombardia. L’operazione fa luce su quanto la ‘Ndrangheta fosse radicata nella regione, soprattutto nel comasco e nel varesotto e rivela così il ruolo di spicco che vi aveva Giuseppe Mazzaferro.

Figli di Domenico detto l’australiano, in Costa azzurra. Entrambe insediate a Voghera con contatti con la cosca madre di Laureana di Borrello — e dell’imprenditore Maurizio Luraghi. Turbativa d’asta e corruzione, estorsione e rapina. I calabresi si accordano per l’omicidio di Batti e in cambio devono uccidere Roberto Cutolo, a cercare nuovi uomini per la guerra. Già facente parte del Locale di Varedo; non c’era foglia che si muoveva senza il consenso dei Tegano».

L’operazione Cerberus fa luce sulla gestione malavitosa del settore del movimento terra e dei cantieri edili a Buccinasco ad opera dei Barbaro ed in particolare dei fratelli Salvatore e Rosario Barbaro, figli di Domenico detto l’australiano, di Mario Miceli, e dell’imprenditore Maurizio Luraghi. Il 13 luglio 2010 è confermata l’esistenza di una struttura organizzativa nel Nord Italia chiamata Lombardia che federa i locali lombardi ma sempre alle dipendenze dei mandamenti calabresi. A fine 2012 cade la giunta regionale a causa dei ripetuti indagati in consiglio regionale e per ultimo il coinvolgimento dell’assessore PDL Zambetti accusato di aver preso voti da Giuseppe D’Agostino dei Morabito-Bruzzaniti-Palamara alle ultime elezioni. L’8 febbraio 2017 viene condannato a 13 anni e 6 mesi di carcere insieme ad Eugenio Costantino che di anni ne dovrà scontare 16. Dopo le 110 condanne del 2011, nel 2013 vengono comminati altri 15 ergastoli nei processi scaturiti dalle indagini Crimine e Infinito e condannati a diversi anni di carcere un giudice, un politico e un finanziere. Il 16 ottobre 2013 viene sciolto il primo comune per mafia in Lombardia: Sedriano. Il 5 novembre 2014 il Tar del Lazio discuterà il ricorso contro lo scioglimento presentato da sette consiglieri comunali. A ottobre 2013 cadono in cassazione i processi Cerberus, Parco Sud e quello nei confronti di Marcello Paparo.

Il 28 ottobre 2014 si conclude l’operazione quadrifoglio del ROS dei Carabinieri che porta all’arresto di 13 persone per associazione mafiosa e altri crimini. Il 26 gennaio 2016 la DDA di Milano arresta il chirurgo plastico Arturo Sgrò e il carrozziere Ignazio Marrone, accusati di essere membri degli Iamonte-Moscato del locale di Desio retto ora da Giuseppe Pensabene. Il 16 aprile 2016 si conclude l’operazione Mar Ionio, durata 5 anni, conclusasi con 6 arresti di presunti appartenenti Ruga-Metastasio-Loiero tra Milano e Monasterace. Il 26 gennaio 2017 si conclude l’operazione Provvidenza che porta all’arresto di 33 persone collegate o affiliate ai Piromalli tra cui Antonio Piromalli, figlio di Pino Piromalli detto Facciazza, già in carcere. 2015 e presunto nuovo reggente della struttura della Lombardia almeno dal 2014, secondo un’intercettazione dell’operazione Platino. Il 23 gennaio 2018 si conclude l’operazione della Guardia di Finanza cominciata nel 2013 che blocca un traffico di droga tra la Colombia e e i paesi di Corsico, Assago, Buccinasco e Trezzano sul Naviglio riconducibile ai Barbaro-Papalia. Como, Monza e Brianza, Novara, Reggio Emilia, Savona, Torino e Varese.

Sempre lo stesso giorno viene arrestato a Buccinasco Domenico Sergi, nipote di Antonio Papalia detto «u carciutu» e fratello di Rocco Papalia, trovato con 4 chili di hashish e una pistola semiautomatica. Questa sezione sull’argomento criminalità è ancora vuota. Per quanto riguarda il traffico di droga nella regione la ‘ndrangheta risulta avere un ruolo centrale ma non risultano laboratori e raffinerie riconducibili ad essa per la cocaina, l’eroina o droghe sintetiche ad appannaggio quasi completamente della criminalità straniera. 25 locali distribuiti in 7 delle 12 province della regione . Milano in un appartamento in cui si trova Vito Cosco detto «Sergio» e viene uccisa. A portar via il cadavere da quell’appartamento saranno poi Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino. 10 ottobre ha fatto esplodere un ordigno in via Dante Alighieri 9 nel palazzo dell’estorto. Il 27 gennaio 2018 viene notificata un ordine di custodia cautelare al già arrestato Edoardo Novella, figlio dell’ex boss Carmelo, a seguito delle operazioni Linfa e Kerina 2 che avevano già portato all’arresto di 13 persone per traffico di droga. Il 3 maggio 2018 viene arrestato a Buccinasco Domenico Sergi, nipote di Antonio Papalia detto «u carciutu» e fratello di Rocco Papalia, trovato con 4 chili di hashish e con una pistola semiautomatica. Il 9 maggio 2018 si conclude l’operazione Ignoto 23, nome nato dall’indagine Infinito del 2010 poiché Fortunato Calabrò fu l’unico a non essere individuato nel summit della Lombardia a Paderno Dugnano.

Nella nuova operazione è stato accusato di associazione mafiosa e gli è stato sequestrato oltre 1 milione di euro. Tegano, non c’era foglia che si muoveva senza il consenso dei Tegano». Il 23 ottobre 2018 si conclude un’operazione dei carabinieri di Corsico contro il traffico di droga da Milano e Como con cui vengono arrestate 14 persone. L’11 marzo 2019 vengono arrestate 19 persone tra la Calabria e la Lombardia, accusate a vario titolo di danneggiamento, riciclaggico, estorsione e associazione mafiosa. Il 20 gennaio 2009 si conclude l’operazione Centauro, durata due anni, che porta all’arresto di 40 persone tra cui Domenico Mammoliti. Il 15 marzo 2014 si conclude l’operazione Mamerte di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza che indaga sul Locale di Lumezzane, nell’omonimo paese e al suo traffico di droga e riciclaggio.

La prima presenza mafiosa risale agli anni ’50 quando ndranghetisti di Giffone, in Provincia di Reggio Calabria. Nel 2004, nel carcere di Como si incontrano Luciano Nocera e Luigi Vona, il primo in due settimane diete la dote di camorrista e poi di santa. Nel 2010 con l’operazione Infinito e l’omonimo processo vengono svelati e confermati l’esistenza dei locali di Canzo-Asso, Cermenate, Erba e Mariano Comense. Il 18 febbraio 2016 si conclude l’operazione Crociata dei carabinieri che porta all’arresto di 28 persone tra cui alcuni presunti affiliati al locale di Mariano Comense. Gli arrestati sono accusati di traffico internazionel di droga, estorsione e rapina. A luglio 2018 il processo Insubria condanna in appello diversi componenti della locale di Fino Mornasco e Cermenate. Il 19 luglio 2019 muore a 85 anni Salvatore Muscatello condannato a 16 anni di carcere che scontava agli arresti domiciliari. Durante la riunione per la decisione del Mastro Generale della Lombardia sostenne la candidatura vincente di Pasquale Zappia.

Pesci contro esponenti dei Grande Aracri che opererebbero a Mantova e Cremona. Secondo le indagini Francesco Lamanna sarebbe il referente del cremonese dei Grande Aracri. Nel 1975 viene creato il locale di Calolziocorte con a capo, l’ora pentito, Raffaele Iaconis. Negli anni ’90 l’operazione Wall Street conferma per la prima volta la presenza della ‘ndrina capeggiata da Franco Coco Trovato tra la provincia di Lecco e di Como nonché l’omonima sentenza condanna all’ergastolo il medesimo. Nel 1996 nell’operazione Fiori della notte di San Vito 2 finisce implicato il presunto vangelista Bartolomeo Mandaglio del locale di Calolziocorte. Il 2 aprile 2014 si conclude l’operazione Metastasi della Guardia di Finanza con l’arresto di 10 persone, accusate di estorsione, turbativa d’asta e corruzione, tra cui Mario Trovato, fratello di Franco Coco Trovato. Il 18 novembre 2014 si conclude l’operazione Insubria vengono arrestate 40 persone, di cui alcune presunte affiliate al locale di Calolziocorte in provincia di Lecco. Nel 2013 con l’operazione Fly Hole si scopre che venivano sversati illecitamente rifiuti provenienti dal Sud Milano in una cava di San Rocco al Porto, 8 le persone arrestate. A Gennaio 2017 si conclude l’operazione Big Brothers in cui la Guardia di Finanza di Lodi arresta 22 persone accusate a vario titolo di spaccio di droga nel lodigiano e nel sud Milano. Il 29 novembre 2017 viene arrestato a Lodi Vecchio nell’ambito dell’operazione Stupor Mundi Giuseppe Morabito che dal 2002 spacciava droga proveniente da Paesi Bassi e Belgio e diretta al mercato piemontese e lombardo. Il 5 dicembre 2018 nell’ambito dell’operazione Pollino vengono arrestati due presunti affiliati rei di aver spacciato droga tra Lombardia ed Emilia-Romagna. Dagli anni ’90 comincia l’espansione da Reggio Emilia dei Grande Aracri. Dal terzo rapporto trimestrale 2016 dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano viene menzionata la presenza di esponenti di ‘ndrangheta ad oggi evidenziata dal raddoppiamento rispetto all’anno precedente dei numeri di reati di estersione e incidenti intimidatori. Il 27 settembre 2017 un troncone del processo Aemilia condanna Nicolino Grande Aracri insieme ad altre 9 persone per estorsione, detenzione abusiva di armi e associazione mafiosa, reati commessi tra il mantovano e Cremona. Nel 2010, l’operazione infinito che mette allo scoperto la struttura ndranghetistica denominata Lombardia, in questa provincia disarticola i tre locali di Seregno, Giussano e Desio.

Dopo l’arresto ed il pentimento del capo locale di Giussano Antonino Belnome, il nuovo capo-locale diventa Micheal Panajia, originario di Sant’Ilario dello Ionio per poi essere arrestato e pentirsi 2 anni più tardi, nel 2012. Il locale di Seregno con a capo Rocco Cristello, ucciso il 27 marzo 2008 a Verano Brianza, secondo il pentito Antonino Belnome per contrasti in seno alla ‘ndrina dei Gallace-Novella. Il nuovo capo locale di Seregno fu un certo Cosimo Priolo. Il primo visitava e curava membri della ‘ndrangheta mentre il secondo metteva a disposizione la sua officina per gli incontri. Ad oggi, grazie all’operazione Notte dei fiori di San Vito del 1994, si conosce l’esistenza del Locale di Pavia, la cui esistenza viene nuovamente accertata dall’operazione Infinito del 2010, il capo-locale fino ad allora era Francesco Bertucca. Da questa operazione si scopre anche l’esistenza del Locale di Voghera. Con l’operazione ed il seguente processo Infinito vengono arrestati e condannati Giuseppe «Pino» Neri capo della massima struttura di vertice di ndrangheta in Lombardia e l’ex direttore sanitario dell’Asl di Pavia Carlo Chiriaco. Il 3 novembre 2016 si conclude l’operazione Lex dei carabinieri che porta all’arresto di 49 persone, di cui 9 a Voghera, presunte affiliate dei Chindamo-Ferrentino e dei Lamari, entrambe insediate a Voghera con contatti con la cosca madre di Laureana di Borrello, ed accusati di traffico di armi e droga.