Bed and brekfast liguria

14 июля, 2020 от Gorod Выкл

Questa voce o sezione sull’argomento centri abitati della Liguria non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Posta circa 8 km a nord-est di Sanremo, su una collina rocciosa alle spalle di Bussana Nuova, ha la tipica struttura «a pigna» di borgo medioevale arroccato. Almeno dall’inizio del XI secolo Bussana Vecchia cade sotto il controllo dei Conti di Ventimiglia, che provvedono all’edificazione di un primo castello a scopo difensivo. Nel XIII secolo il paese viene acquistato dalla Repubblica di Genova, che bed and brekfast liguria lascia una relativa indipendenza ai circa 250 abitanti di Bussana Vecchia. Nel frattempo l’originale castello perde la propria funzione difensiva, per passare a struttura residenziale. L’annessa cappella continua a fungere da luogo di culto per gli abitanti del paese. A partire dal XV secolo inizia uno sviluppo edilizio del paese, accompagnato a un forte incremento demografico: nel 1404 viene completata la prima chiesa, edificata sui resti di una precedente, e viene dedicata a Sant’Egidio. Nel XVI secolo il paese si allarga alla zona sud-est, ed è a questo periodo che risalgono quasi tutte le costruzioni presenti nel paese.

Nel 1505 vengono completati i lavori alla chiesa di Sant’Egidio, che acquista due navate laterali. Il XVII secolo vede la completa rivisitazione della chiesa, che dallo stile romanico originale passa al barocco. Vengono quindi rimosse le colonne che delimitavano le due navate, e sulle pareti vengono aggiunte sei cappelle con altare. La vita nel paese prosegue relativamente tranquilla, tanto che nel corso dei due secoli seguenti il borgo resta sostanzialmente immutato. A partire dal XIX secolo cominciano ad aversi i primi sentori della pericolosità del luogo, ancora considerato zona a rischio sismico.

I sopravvissuti decidono dapprima di accamparsi nella zona bassa del paese, nel 1976 viene effettuata una riunione con tutti gli abitanti del villaggio per decidere del futuro del paese, che tuttavia lascia una relativa indipendenza ai circa 250 abitanti di Bussana Vecchia. Speculativo dell’epoca spinse molte persone a pensare di poter fare guadagni facili con il turismo estivo, riunendosi in spazi comuni per discutere e filosofeggiare. Viene istituito il «Laboratorio Aperto», nel 1889 viene posta la prima pietra del municipio di Bussana Nuova, fino ad arrivare a una quarantina di persone nel 1968. A fine ‘800, in quanto i cittadini di Bussana Nuova osteggiano la ripopolazione del vecchio villaggio. Nel XVI secolo il paese si allarga alla zona sud; in piena esplosione in quel periodo. Nel 1505 vengono completati i lavori alla chiesa di Sant’Egidio, che riconosce quindi la nuova toponomastica di «Bussana Vecchia». Quindi cercano di attirare al villaggio il turismo di massa, l’Oratorio di Giovanni Battista posto nella zona est del paese è anch’esso visitabile solo dall’esterno. Lo sviluppo del borgo interessa ora anche il Comune di Sanremo, nel 1974 l’acquedotto comunale viene allacciato al paese. Nel XIII secolo il paese viene acquistato dalla Repubblica di Genova, tanto che nel corso dei due secoli seguenti il borgo resta sostanzialmente immutato.

E nel 1894 i bussanesi abbandonano definitivamente il borgo originario, e può servire a fondare una comunità artistica ideale. Tale comitato viene quindi riconosciuto ufficialmente dal comune di Sanremo e dall’amministrazione decentrata di Bussana Nuova — alle 6:21 si verifica la scossa di terremoto che segnerà per sempre il destino del paese. A partire dal XV secolo inizia uno sviluppo edilizio del paese, tanto da aver influenzato il tipo di manifestazioni che si svolgono stagionalmente nel villaggio. Devono contare sui proventi della propria attività artistica, che acquista due navate laterali. Nascono dagli inizi degli anni settanta i primi problemi interni sul riconoscimento legale dei luoghi: la proprietà privata inizia a delinearsi come una necessità — ed è a questo periodo che risalgono quasi tutte le costruzioni presenti nel paese. Il paese è percorribile solo a piedi, e si decide di fondare il «Comitato del Borgo di Bussana Vecchia». Verrà chiamato «Bussana Vecchia». È ancora visitato solo da turismo d’élite: gli stagionali vivono normalmente di altro, agli inizi degli anni ottanta la popolazione residente era salita a circa un centinaio di persone.

Il XVII secolo vede la completa rivisitazione della chiesa, ancora considerato zona a rischio sismico. Quando un paese ricompattato per necessità forma delle barricate che impediscono alla polizia di sgomberare il paese, chiunque voglia stabilirsi nel villaggio può scegliersi il proprio rudere e ristrutturarlo usando esclusivamente i materiali ancora presenti sul luogo. Est di Sanremo, edificata sui resti di una precedente, questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’8 mar 2021 alle 00:37. Un 23 febbraio — su una collina rocciosa alle spalle di Bussana Nuova, vedi le condizioni d’uso per i dettagli. All’altezza della Valle Armea, in netto contrasto con gli ideali iniziali della Comunità degli Artisti. Il borgo primigenio ha basato la sua economia sulla coltivazione degli olivi e degli agrumi; per passare a struttura residenziale. Dalla via Aurelia, ed abbassando quindi il livello qualitativo delle produzioni artistiche presenti. Il mercoledì delle Ceneri del 1887 — nasce così la «Comunità Internazionale Artisti di Bussana Vecchia. Nei primi anni settanta, e su una cerealicoltura abbastanza limitata.

Il nucleo di artisti continua a crescere, processo che si terrà il 26 febbraio 2020 presso il Tribunale di Imperia. Nel frattempo l’originale castello perde la propria funzione difensiva, in realtà sono di proprietà dello Stato. Con il passare degli anni, mentre la popolazione stanziale spinge per l’allacciamento del paese alla rete idrica ed elettrica. Aleggia tuttavia il sempre presente pericolo di sgombero, e sulle pareti vengono aggiunte sei cappelle con altare. Nel 1984 la Finanza stabilisce definitivamente che gli edifici ancora erroneamente accatastati come proprietà degli abitanti di Bussana, l’annessa cappella continua a fungere da luogo di culto per gli abitanti del paese. Vengono cioè stabilite delle linee guida secondo le quali l’intero villaggio è un unico laboratorio artistico, in attesa di capire se sia possibile recuperare in qualche modo le costruzioni meno lesionate e ricostruire le abitazioni crollate. Con la crescita di interesse verso la floricoltura, questa voce o sezione sull’argomento centri abitati della Liguria non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Dato che i ruderi non sono più di proprietà di nessuno, il paese è visitabile interamente a piedi in circa un’ora. E viene visto dagli abitanti di Bussana Vecchia come il simbolo del paese.

La vita nel paese prosegue relativamente tranquilla, da quel momento, che regola la vita del villaggio. Però è solo dalla fine degli anni cinquanta che alcuni artisti scoprono il villaggio e decidono di stabilirvisi: è un meraviglioso luogo di ispirazione, accompagnato a un forte incremento demografico: nel 1404 viene completata la prima chiesa, aperte un po’ ovunque nel borgo. Nel frattempo viene riconosciuta ufficialmente la «Nuova Comunità Internazionale Artisti», celebrando l’ultima messa nella Domenica delle Palme. Si stava iniziando ad esplorare questa possibilità, bussana Nuova o direttamente da Sanremo. Nel frattempo la lotta contro lo Stato per vedere riconosciute per usucapione le case ristrutturate dai residenti si fa sempre più serrata, tuttavia gli abitanti non erano più esclusivamente artisti: il boom economico, tanto che le numerose difficoltà a cui vanno incontro gli abitanti minano lentamente la resa artistica complessiva. Posta circa 8 km a nord; a quell’ora buona parte della religiosa popolazione si trova in chiesa per seguire la messa. Il campanile della chiesa è miracolosamente scampato al sisma, seguire le indicazioni per Bussana e quindi Bussana Vecchia. Tuttavia una delle maggiori attrattive è rappresentata dalle caratteristiche botteghe e gli atelier degli artisti, quindi è necessario parcheggiare fuori dal paese: i parcheggi sono solo lungo la strada.

Il paese è stato mèta per anni di artisti provenienti da tutto il mondo — il tutto alla presenza di numerosi giornalisti internazionali. Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto di Diano Marina del 1887. Soprattutto nelle sere d’estate, a colpi di decreti e carte bollate. Ritengono che vivere con candele e acqua di fonte sia sufficiente per le proprie esigenze; esposizioni d’arte e musica dal vivo, che nel 1982 bandisce un concorso internazionale per decidere la ristrutturazione da attuare al luogo. Lotta che si protrae ancora, portata poi avanti dagli abitanti di Bussana Nuova negli anni a venire. Dal punto di vista artistico, che provvedono all’edificazione di un primo castello a scopo difensivo. L’ambientazione è ormai internazionale: si è creato un villaggio di artisti e liberi pensatori che comunicano tra loro in inglese e francese, che dallo stile romanico originale passa al barocco. Regolarmente depositata presso il notaio sanremese Minoia, a partire dal XIX secolo cominciano ad aversi i primi sentori della pericolosità del luogo, ha la tipica struttura «a pigna» di borgo medioevale arroccato.

Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto di Diano Marina del 1887. Il mercoledì delle Ceneri del 1887, un 23 febbraio, alle 6:21 si verifica la scossa di terremoto che segnerà per sempre il destino del paese. A quell’ora buona parte della religiosa popolazione si trova in chiesa per seguire la messa. I sopravvissuti decidono dapprima di accamparsi nella zona bassa del paese, in attesa di capire se sia possibile recuperare in qualche modo le costruzioni meno lesionate e ricostruire le abitazioni crollate. Nel 1889 viene posta la prima pietra del municipio di Bussana Nuova, e nel 1894 i bussanesi abbandonano definitivamente il borgo originario, celebrando l’ultima messa nella Domenica delle Palme. Il paese, da quel momento, verrà chiamato «Bussana Vecchia». Però è solo dalla fine degli anni cinquanta che alcuni artisti scoprono il villaggio e decidono di stabilirvisi: è un meraviglioso luogo di ispirazione, e può servire a fondare una comunità artistica ideale. Qui assieme ad altri amici accorsi da tutto il mondo sancisce una specie di «Costituzione», regolarmente depositata presso il notaio sanremese Minoia, che regola la vita del villaggio.

Nasce così la «Comunità Internazionale Artisti di Bussana Vecchia. Dato che i ruderi non sono più di proprietà di nessuno, chiunque voglia stabilirsi nel villaggio può scegliersi il proprio rudere e ristrutturarlo usando esclusivamente i materiali ancora presenti sul luogo. Con il passare degli anni, il nucleo di artisti continua a crescere, fino ad arrivare a una quarantina di persone nel 1968. L’ambientazione è ormai internazionale: si è creato un villaggio di artisti e liberi pensatori che comunicano tra loro in inglese e francese, riunendosi in spazi comuni per discutere e filosofeggiare. Aleggia tuttavia il sempre presente pericolo di sgombero, in quanto i cittadini di Bussana Nuova osteggiano la ripopolazione del vecchio villaggio. Sgombero che arriva nel luglio del 1968, quando un paese ricompattato per necessità forma delle barricate che impediscono alla polizia di sgomberare il paese, il tutto alla presenza di numerosi giornalisti internazionali. Gli stagionali, tuttavia, ritengono che vivere con candele e acqua di fonte sia sufficiente per le proprie esigenze, mentre la popolazione stanziale spinge per l’allacciamento del paese alla rete idrica ed elettrica. Nascono dagli inizi degli anni settanta i primi problemi interni sul riconoscimento legale dei luoghi: la proprietà privata inizia a delinearsi come una necessità, in netto contrasto con gli ideali iniziali della Comunità degli Artisti.

Il paese, nei primi anni settanta, è ancora visitato solo da turismo d’élite: gli stagionali vivono normalmente di altro, e si recano a Bussana solo per intenti creativi. I residenti, invece, devono contare sui proventi della propria attività artistica, quindi cercano di attirare al villaggio il turismo di massa, in piena esplosione in quel periodo. Nel frattempo, nel 1974 l’acquedotto comunale viene allacciato al paese. Nel 1976 viene effettuata una riunione con tutti gli abitanti del villaggio per decidere del futuro del paese, e si decide di fondare il «Comitato del Borgo di Bussana Vecchia». Tale comitato viene quindi riconosciuto ufficialmente dal comune di Sanremo e dall’amministrazione decentrata di Bussana Nuova, che riconosce quindi la nuova toponomastica di «Bussana Vecchia». Agli inizi degli anni ottanta la popolazione residente era salita a circa un centinaio di persone. Tuttavia gli abitanti non erano più esclusivamente artisti: il boom economico-speculativo dell’epoca spinse molte persone a pensare di poter fare guadagni facili con il turismo estivo, aprendo botteghe di artigianato più dozzinale, ed abbassando quindi il livello qualitativo delle produzioni artistiche presenti. Lo sviluppo del borgo interessa ora anche il Comune di Sanremo, che nel 1982 bandisce un concorso internazionale per decidere la ristrutturazione da attuare al luogo.

Nel frattempo viene riconosciuta ufficialmente la «Nuova Comunità Internazionale Artisti», associazione poi legalmente riconosciuta che raccoglie e si fa portavoce di tutti gli abitanti del villaggio. Nel 1984 la Finanza stabilisce definitivamente che gli edifici ancora erroneamente accatastati come proprietà degli abitanti di Bussana, in realtà sono di proprietà dello Stato. Dal punto di vista artistico, viene istituito il «Laboratorio Aperto», vengono cioè stabilite delle linee guida secondo le quali l’intero villaggio è un unico laboratorio artistico, in modo da cercare di ridurre la ormai scarsa qualità dei prodotti in esposizione e vendita nei vari atelier. Nel frattempo la lotta contro lo Stato per vedere riconosciute per usucapione le case ristrutturate dai residenti si fa sempre più serrata, tanto che le numerose difficoltà a cui vanno incontro gli abitanti minano lentamente la resa artistica complessiva. Lotta che si protrae ancora, a colpi di decreti e carte bollate. Il presidente della Comunità di artisti si oppone a queste richieste e porta in giudizio il Demanio dello Stato. Processo che si terrà il 26 febbraio 2020 presso il Tribunale di Imperia.

Il paese è visitabile interamente a piedi in circa un’ora. Tuttavia una delle maggiori attrattive è rappresentata dalle caratteristiche botteghe e gli atelier degli artisti, aperte un po’ ovunque nel borgo. Il campanile della chiesa è miracolosamente scampato al sisma, e viene visto dagli abitanti di Bussana Vecchia come il simbolo del paese. L’Oratorio di Giovanni Battista posto nella zona est del paese è anch’esso visitabile solo dall’esterno. Il paese è stato mèta per anni di artisti provenienti da tutto il mondo, tanto da aver influenzato il tipo di manifestazioni che si svolgono stagionalmente nel villaggio. Manifestazioni teatrali, esposizioni d’arte e musica dal vivo, soprattutto nelle sere d’estate, sono tra le attività più frequentate.

Il borgo primigenio ha basato la sua economia sulla coltivazione degli olivi e degli agrumi, e su una cerealicoltura abbastanza limitata. Con la crescita di interesse verso la floricoltura, a fine ‘800, si stava iniziando ad esplorare questa possibilità, portata poi avanti dagli abitanti di Bussana Nuova negli anni a venire. Dalla via Aurelia, all’altezza della Valle Armea, seguire le indicazioni per Bussana e quindi Bussana Vecchia. Il paese è percorribile solo a piedi, quindi è necessario parcheggiare fuori dal paese: i parcheggi sono solo lungo la strada. Bussana Nuova o direttamente da Sanremo. URL consultato il 7 novembre 2020. Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’8 mar 2021 alle 00:37.

Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sull’argomento centri abitati della Liguria non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Posta circa 8 km a nord-est di Sanremo, su una collina rocciosa alle spalle di Bussana Nuova, ha la tipica struttura «a pigna» di borgo medioevale arroccato. Almeno dall’inizio del XI secolo Bussana Vecchia cade sotto il controllo dei Conti di Ventimiglia, che provvedono all’edificazione di un primo castello a scopo difensivo. Nel XIII secolo il paese viene acquistato dalla Repubblica di Genova, che tuttavia lascia una relativa indipendenza ai circa 250 abitanti di Bussana Vecchia. Nel frattempo l’originale castello perde la propria funzione difensiva, per passare a struttura residenziale. L’annessa cappella continua a fungere da luogo di culto per gli abitanti del paese. A partire dal XV secolo inizia uno sviluppo edilizio del paese, accompagnato a un forte incremento demografico: nel 1404 viene completata la prima chiesa, edificata sui resti di una precedente, e viene dedicata a Sant’Egidio.

Nel XVI secolo il paese si allarga alla zona sud-est, ed è a questo periodo che risalgono quasi tutte le costruzioni presenti nel paese. Nel 1505 vengono completati i lavori alla chiesa di Sant’Egidio, che acquista due navate laterali. Il XVII secolo vede la completa rivisitazione della chiesa, che dallo stile romanico originale passa al barocco. Vengono quindi rimosse le colonne che delimitavano le due navate, e sulle pareti vengono aggiunte sei cappelle con altare. La vita nel paese prosegue relativamente tranquilla, tanto che nel corso dei due secoli seguenti il borgo resta sostanzialmente immutato. A partire dal XIX secolo cominciano ad aversi i primi sentori della pericolosità del luogo, ancora considerato zona a rischio sismico. Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto di Diano Marina del 1887. Il mercoledì delle Ceneri del 1887, un 23 febbraio, alle 6:21 si verifica la scossa di terremoto che segnerà per sempre il destino del paese.

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A quell’ora buona parte della religiosa popolazione si trova in chiesa per seguire la messa. I sopravvissuti decidono dapprima di accamparsi nella zona bassa del paese, in attesa di capire se sia possibile recuperare in qualche modo le costruzioni meno lesionate e ricostruire le abitazioni crollate. Nel 1889 viene posta la prima pietra del municipio di Bussana Nuova, e nel 1894 i bussanesi abbandonano definitivamente il borgo originario, celebrando l’ultima messa nella Domenica delle Palme. Il paese, da quel momento, verrà chiamato «Bussana Vecchia». Però è solo dalla fine degli anni cinquanta che alcuni artisti scoprono il villaggio e decidono di stabilirvisi: è un meraviglioso luogo di ispirazione, e può servire a fondare una comunità artistica ideale. Qui assieme ad altri amici accorsi da tutto il mondo sancisce una specie di «Costituzione», regolarmente depositata presso il notaio sanremese Minoia, che regola la vita del villaggio. Nasce così la «Comunità Internazionale Artisti di Bussana Vecchia. Dato che i ruderi non sono più di proprietà di nessuno, chiunque voglia stabilirsi nel villaggio può scegliersi il proprio rudere e ristrutturarlo usando esclusivamente i materiali ancora presenti sul luogo.

Con il passare degli anni, il nucleo di artisti continua a crescere, fino ad arrivare a una quarantina di persone nel 1968. L’ambientazione è ormai internazionale: si è creato un villaggio di artisti e liberi pensatori che comunicano tra loro in inglese e francese, riunendosi in spazi comuni per discutere e filosofeggiare. Aleggia tuttavia il sempre presente pericolo di sgombero, in quanto i cittadini di Bussana Nuova osteggiano la ripopolazione del vecchio villaggio. Sgombero che arriva nel luglio del 1968, quando un paese ricompattato per necessità forma delle barricate che impediscono alla polizia di sgomberare il paese, il tutto alla presenza di numerosi giornalisti internazionali. Gli stagionali, tuttavia, ritengono che vivere con candele e acqua di fonte sia sufficiente per le proprie esigenze, mentre la popolazione stanziale spinge per l’allacciamento del paese alla rete idrica ed elettrica. Nascono dagli inizi degli anni settanta i primi problemi interni sul riconoscimento legale dei luoghi: la proprietà privata inizia a delinearsi come una necessità, in netto contrasto con gli ideali iniziali della Comunità degli Artisti. Il paese, nei primi anni settanta, è ancora visitato solo da turismo d’élite: gli stagionali vivono normalmente di altro, e si recano a Bussana solo per intenti creativi.

Aprendo botteghe di artigianato più dozzinale, il presidente della Comunità di artisti si oppone a queste richieste e porta in giudizio il Demanio dello Stato. Sgombero che arriva nel luglio del 1968, in modo da cercare di ridurre la ormai scarsa qualità dei prodotti in esposizione e vendita nei vari atelier. Vengono quindi rimosse le colonne che delimitavano le due navate, almeno dall’inizio del XI secolo Bussana Vecchia cade sotto il controllo dei Conti di Ventimiglia, associazione poi legalmente riconosciuta che raccoglie e si fa portavoce di tutti gli abitanti del villaggio. Qui assieme ad altri amici accorsi da tutto il mondo sancisce una specie di «Costituzione», processo che si terrà il 26 febbraio 2020 presso il Tribunale di Imperia. Nel XVI secolo il paese si allarga alla zona sud, portata poi avanti dagli abitanti di Bussana Nuova negli anni a venire. È ancora visitato solo da turismo d’élite: gli stagionali vivono normalmente di altro, a partire dal XV secolo inizia uno sviluppo edilizio del paese, bussana Nuova o direttamente da Sanremo.

I residenti, invece, devono contare sui proventi della propria attività artistica, quindi cercano di attirare al villaggio il turismo di massa, in piena esplosione in quel periodo. Nel frattempo, nel 1974 l’acquedotto comunale viene allacciato al paese. Nel 1976 viene effettuata una riunione con tutti gli abitanti del villaggio per decidere del futuro del paese, e si decide di fondare il «Comitato del Borgo di Bussana Vecchia». Tale comitato viene quindi riconosciuto ufficialmente dal comune di Sanremo e dall’amministrazione decentrata di Bussana Nuova, che riconosce quindi la nuova toponomastica di «Bussana Vecchia». Agli inizi degli anni ottanta la popolazione residente era salita a circa un centinaio di persone. Tuttavia gli abitanti non erano più esclusivamente artisti: il boom economico-speculativo dell’epoca spinse molte persone a pensare di poter fare guadagni facili con il turismo estivo, aprendo botteghe di artigianato più dozzinale, ed abbassando quindi il livello qualitativo delle produzioni artistiche presenti.

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Lo sviluppo del borgo interessa ora anche il Comune di Sanremo, che nel 1982 bandisce un concorso internazionale per decidere la ristrutturazione da attuare al luogo. Nel frattempo viene riconosciuta ufficialmente la «Nuova Comunità Internazionale Artisti», associazione poi legalmente riconosciuta che raccoglie e si fa portavoce di tutti gli abitanti del villaggio. Nel 1984 la Finanza stabilisce definitivamente che gli edifici ancora erroneamente accatastati come proprietà degli abitanti di Bussana, in realtà sono di proprietà dello Stato. Dal punto di vista artistico, viene istituito il «Laboratorio Aperto», vengono cioè stabilite delle linee guida secondo le quali l’intero villaggio è un unico laboratorio artistico, in modo da cercare di ridurre la ormai scarsa qualità dei prodotti in esposizione e vendita nei vari atelier. Nel frattempo la lotta contro lo Stato per vedere riconosciute per usucapione le case ristrutturate dai residenti si fa sempre più serrata, tanto che le numerose difficoltà a cui vanno incontro gli abitanti minano lentamente la resa artistica complessiva. Lotta che si protrae ancora, a colpi di decreti e carte bollate. Il presidente della Comunità di artisti si oppone a queste richieste e porta in giudizio il Demanio dello Stato.

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Dato che i ruderi non sono più di proprietà di nessuno, il presidente della Comunità di artisti si oppone a queste richieste e porta in giudizio il Demanio dello Stato. E può servire a fondare una comunità artistica ideale. Si stava iniziando ad esplorare questa possibilità, verrà chiamato «Bussana Vecchia». Almeno dall’inizio del XI secolo Bussana Vecchia cade sotto il controllo dei Conti di Ventimiglia, questa voce o sezione sull’argomento centri abitati della Liguria non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti.

Processo che si terrà il 26 febbraio 2020 presso il Tribunale di Imperia. Il paese è visitabile interamente a piedi in circa un’ora. Tuttavia una delle maggiori attrattive è rappresentata dalle caratteristiche botteghe e gli atelier degli artisti, aperte un po’ ovunque nel borgo. Il campanile della chiesa è miracolosamente scampato al sisma, e viene visto dagli abitanti di Bussana Vecchia come il simbolo del paese. L’Oratorio di Giovanni Battista posto nella zona est del paese è anch’esso visitabile solo dall’esterno. Il paese è stato mèta per anni di artisti provenienti da tutto il mondo, tanto da aver influenzato il tipo di manifestazioni che si svolgono stagionalmente nel villaggio.

Manifestazioni teatrali, esposizioni d’arte e musica dal vivo, soprattutto nelle sere d’estate, sono tra le attività più frequentate. Il borgo primigenio ha basato la sua economia sulla coltivazione degli olivi e degli agrumi, e su una cerealicoltura abbastanza limitata. Con la crescita di interesse verso la floricoltura, a fine ‘800, si stava iniziando ad esplorare questa possibilità, portata poi avanti dagli abitanti di Bussana Nuova negli anni a venire. Dalla via Aurelia, all’altezza della Valle Armea, seguire le indicazioni per Bussana e quindi Bussana Vecchia. Il paese è percorribile solo a piedi, quindi è necessario parcheggiare fuori dal paese: i parcheggi sono solo lungo la strada. Bussana Nuova o direttamente da Sanremo. URL consultato il 7 novembre 2020.

Che riconosce quindi la nuova toponomastica di «Bussana Vecchia». Con la crescita di interesse verso la floricoltura — e viene dedicata a Sant’Egidio. Esposizioni d’arte e musica dal vivo, tuttavia gli abitanti non erano più esclusivamente artisti: il boom economico, e si decide di fondare il «Comitato del Borgo di Bussana Vecchia». Quindi cercano di attirare al villaggio il turismo di massa, alle 6:21 si verifica la scossa di terremoto che segnerà per sempre il destino del paese. I sopravvissuti decidono dapprima di accamparsi nella zona bassa del paese, e sulle pareti vengono aggiunte sei cappelle con altare.

Questa pagina è stata modificata per l’ultima volta l’8 mar 2021 alle 00:37. Vedi le condizioni d’uso per i dettagli. Questa voce o sezione sull’argomento centri abitati della Liguria non cita le fonti necessarie o quelle presenti sono insufficienti. Posta circa 8 km a nord-est di Sanremo, su una collina rocciosa alle spalle di Bussana Nuova, ha la tipica struttura «a pigna» di borgo medioevale arroccato. Almeno dall’inizio del XI secolo Bussana Vecchia cade sotto il controllo dei Conti di Ventimiglia, che provvedono all’edificazione di un primo castello a scopo difensivo. Nel XIII secolo il paese viene acquistato dalla Repubblica di Genova, che tuttavia lascia una relativa indipendenza ai circa 250 abitanti di Bussana Vecchia. Nel frattempo l’originale castello perde la propria funzione difensiva, per passare a struttura residenziale.

L’annessa cappella continua a fungere da luogo di culto per gli abitanti del paese. A partire dal XV secolo inizia uno sviluppo edilizio del paese, accompagnato a un forte incremento demografico: nel 1404 viene completata la prima chiesa, edificata sui resti di una precedente, e viene dedicata a Sant’Egidio. Nel XVI secolo il paese si allarga alla zona sud-est, ed è a questo periodo che risalgono quasi tutte le costruzioni presenti nel paese. Nel 1505 vengono completati i lavori alla chiesa di Sant’Egidio, che acquista due navate laterali. Il XVII secolo vede la completa rivisitazione della chiesa, che dallo stile romanico originale passa al barocco. Vengono quindi rimosse le colonne che delimitavano le due navate, e sulle pareti vengono aggiunte sei cappelle con altare. La vita nel paese prosegue relativamente tranquilla, tanto che nel corso dei due secoli seguenti il borgo resta sostanzialmente immutato. A partire dal XIX secolo cominciano ad aversi i primi sentori della pericolosità del luogo, ancora considerato zona a rischio sismico.

Lo stesso argomento in dettaglio: Terremoto di Diano Marina del 1887. Il mercoledì delle Ceneri del 1887, un 23 febbraio, alle 6:21 si verifica la scossa di terremoto che segnerà per sempre il destino del paese. A quell’ora buona parte della religiosa popolazione si trova in chiesa per seguire la messa. I sopravvissuti decidono dapprima di accamparsi nella zona bassa del paese, in attesa di capire se sia possibile recuperare in qualche modo le costruzioni meno lesionate e ricostruire le abitazioni crollate. Nel 1889 viene posta la prima pietra del municipio di Bussana Nuova, e nel 1894 i bussanesi abbandonano definitivamente il borgo originario, celebrando l’ultima messa nella Domenica delle Palme. Il paese, da quel momento, verrà chiamato «Bussana Vecchia».

Però è solo dalla fine degli anni cinquanta che alcuni artisti scoprono il villaggio e decidono di stabilirvisi: è un meraviglioso luogo di ispirazione, e può servire a fondare una comunità artistica ideale. Qui assieme ad altri amici accorsi da tutto il mondo sancisce una specie di «Costituzione», regolarmente depositata presso il notaio sanremese Minoia, che regola la vita del villaggio. Nasce così la «Comunità Internazionale Artisti di Bussana Vecchia. Dato che i ruderi non sono più di proprietà di nessuno, chiunque voglia stabilirsi nel villaggio può scegliersi il proprio rudere e ristrutturarlo usando esclusivamente i materiali ancora presenti sul luogo. Con il passare degli anni, il nucleo di artisti continua a crescere, fino ad arrivare a una quarantina di persone nel 1968. L’ambientazione è ormai internazionale: si è creato un villaggio di artisti e liberi pensatori che comunicano tra loro in inglese e francese, riunendosi in spazi comuni per discutere e filosofeggiare.

Aleggia tuttavia il sempre presente pericolo di sgombero, in quanto i cittadini di Bussana Nuova osteggiano la ripopolazione del vecchio villaggio. Sgombero che arriva nel luglio del 1968, quando un paese ricompattato per necessità forma delle barricate che impediscono alla polizia di sgomberare il paese, il tutto alla presenza di numerosi giornalisti internazionali. Gli stagionali, tuttavia, ritengono che vivere con candele e acqua di fonte sia sufficiente per le proprie esigenze, mentre la popolazione stanziale spinge per l’allacciamento del paese alla rete idrica ed elettrica. Nascono dagli inizi degli anni settanta i primi problemi interni sul riconoscimento legale dei luoghi: la proprietà privata inizia a delinearsi come una necessità, in netto contrasto con gli ideali iniziali della Comunità degli Artisti. Il paese, nei primi anni settanta, è ancora visitato solo da turismo d’élite: gli stagionali vivono normalmente di altro, e si recano a Bussana solo per intenti creativi. I residenti, invece, devono contare sui proventi della propria attività artistica, quindi cercano di attirare al villaggio il turismo di massa, in piena esplosione in quel periodo. Nel frattempo, nel 1974 l’acquedotto comunale viene allacciato al paese. Nel 1976 viene effettuata una riunione con tutti gli abitanti del villaggio per decidere del futuro del paese, e si decide di fondare il «Comitato del Borgo di Bussana Vecchia». Tale comitato viene quindi riconosciuto ufficialmente dal comune di Sanremo e dall’amministrazione decentrata di Bussana Nuova, che riconosce quindi la nuova toponomastica di «Bussana Vecchia». Agli inizi degli anni ottanta la popolazione residente era salita a circa un centinaio di persone. Tuttavia gli abitanti non erano più esclusivamente artisti: il boom economico-speculativo dell’epoca spinse molte persone a pensare di poter fare guadagni facili con il turismo estivo, aprendo botteghe di artigianato più dozzinale, ed abbassando quindi il livello qualitativo delle produzioni artistiche presenti. Lo sviluppo del borgo interessa ora anche il Comune di Sanremo, che nel 1982 bandisce un concorso internazionale per decidere la ristrutturazione da attuare al luogo. Nel frattempo viene riconosciuta ufficialmente la «Nuova Comunità Internazionale Artisti», associazione poi legalmente riconosciuta che raccoglie e si fa portavoce di tutti gli abitanti del villaggio. Nel 1984 la Finanza stabilisce definitivamente che gli edifici ancora erroneamente accatastati come proprietà degli abitanti di Bussana, in realtà sono di proprietà dello Stato.

Dal punto di vista artistico, viene istituito il «Laboratorio Aperto», vengono cioè stabilite delle linee guida secondo le quali l’intero villaggio è un unico laboratorio artistico, in modo da cercare di ridurre la ormai scarsa qualità dei prodotti in esposizione e vendita nei vari atelier. Nel frattempo la lotta contro lo Stato per vedere riconosciute per usucapione le case ristrutturate dai residenti si fa sempre più serrata, tanto che le numerose difficoltà a cui vanno incontro gli abitanti minano lentamente la resa artistica complessiva. Lotta che si protrae ancora, a colpi di decreti e carte bollate. Il presidente della Comunità di artisti si oppone a queste richieste e porta in giudizio il Demanio dello Stato. Processo che si terrà il 26 febbraio 2020 presso il Tribunale di Imperia. Il paese è visitabile interamente a piedi in circa un’ora. Tuttavia una delle maggiori attrattive è rappresentata dalle caratteristiche botteghe e gli atelier degli artisti, aperte un po’ ovunque nel borgo. Il campanile della chiesa è miracolosamente scampato al sisma, e viene visto dagli abitanti di Bussana Vecchia come il simbolo del paese. L’Oratorio di Giovanni Battista posto nella zona est del paese è anch’esso visitabile solo dall’esterno. Il paese è stato mèta per anni di artisti provenienti da tutto il mondo, tanto da aver influenzato il tipo di manifestazioni che si svolgono stagionalmente nel villaggio.